Gli italiani al Primavera Pro 2019

Il 2019 è un anno importate per il Primavera Pro, rassegna parallela del celebre festival di Barcellona in cui si fa il punto della situazione dell’industria musicale mondiale. Importante soprattutto perché si festeggia il decennale di questa fortunata manifestazione, sede negli anni dei dibattiti più disparati, tra i quali la visibilità delle donne nel music business, il tema della censura o la creazione di colonne sonore per film e serie tv. Quest’anno nelle conferenze si parlerà tra le altre cose di audio branding, del tema (purtroppo) sempre più attuale della salute mentale degli artisti e di 37d03d, la piattaforma di streaming musicale alternativa creata da Justin Vernon dei Bon Iver e Aaron Dessner dei The National. Insieme ai panel, fin dal primo anno di Primavera Pro non sono mai mancati gli showcase di artisti emergenti, selezionati con cura e originalità da ogni parte del mondo con una predilezione per band e producer dal respiro internazionale e dal suono “apolide”, basti pensare ai tre act italiani presenti nel cartellone del 2018 (Any Other, Popolous, Guano Padano) di cui vi avevamo parlato qui. Una selezione che non può che portare bene agli invitati: l’anno scorso c’erano i Fontaines D.C. a rappresentare l’Irlanda sul piccolo palco nel cortile del CCCB (Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona), parecchi mesi prima che il mondo si accorgesse di loro grazie all’eccellente disco di debutto “Dogrel”, esibendosi davanti a pochi fortunati che ora possono dire “io c’ero”. Bisogna ricordare che, così come Donato Dozzy e Cesare Basile nel 2018, non mancheranno artisti italiani anche nel cartellone vero e proprio del Primavera Sound. ArtistE, per la precisione, ed è doveroso specificarlo visto che, a quanto pare, sono le musiciste italiane a interessare di più all’estero, mentre la questione che possiamo oziosamente definire “quote rosa” non sembra ancora essere rilevante nei festival delle nostre parti. Quest’anno suoneranno al Parc del Forum la producer minimalista e sperimentale Caterina Barbieri, fresca della pubblicazione del nuovo “Ecstatic Computation” che la sta portando a suonare in ogni posto che conta nel mondo di certa musica electro, e LNDFK, giovane songwriter nata in Tunisia ma cresciuta a Napoli che si ispira al jazz/soul moderno di Hiatus Kaiyote e The Internet, descritta sul sito del Primavera come “una figlia di Youtube e Soundcloud dal soul comprensibile universalmente”. Ma chi porterà in alto la bandiera tricolore nell’edizione 2019 del Primavera Pro?

 

MALIHINI

L’otto marzo scorso per la label londinese Memphis Industries è uscito “Hopefully, Again”, album di debutto degli italianissimi Malihini. Sottolineare in modo marcato la nazionalità è d’obbligo (anche se basterebbe vedere i nomi di battesimo del duo, Giampaolo Speziale e Federica Caiozzo) perché, nonostante siano di Roma, suonano come un’eccellente band dream pop/ lo-fi d’oltremanica, sia per la scelta della lingua inglese nei testi, sia perché il disco vanta la produzione di stampo internazionale di Richard Formby (già dietro a Ghostpoet e Darkstar). I Malihini, nome che in lingua hawaiana significa “nuovi arrivati”, sono una coppia composta da due musicisti e attori, tant’è che qualcuno si ricorderà di Federica Caiozzo per la nomination, sotto l’alias Thony, al David di Donatello del 2013 come miglior attrice protagonista in “Tutti i santi giorni” di Paolo Virzì. Messe momentaneamente da parte le carriere cinematografiche, dopo questo album così ben riuscito sono pronti a diventare gli XX italiani e a farsi conoscere in tutto il mondo.

 

BIRTHH

Se si parla di artisti italiani che usano l’inglese e sentono stretti i confini del proprio Paese, non poteva mancare all’appello di quest’edizione del Primavera Pro Alice Bisi, ventiduenne toscana che da qualche tempo produce musica sotto il nome d’arte Birthh. L’album di debutto, “Born In The Woods”, è del 2016 ed è stato interamente suonato, prodotto e arrangiato da lei stessa, e chi ha avuto modo di vedere un live di Birthh in questi anni si è potuto fare un’idea dell’enorme talento di cui dispone. E dire che sarebbe sufficiente seguirla su Instagram e godere di quelle micro-canzoni da cinquanta secondi che ogni tanto carica nei suoi post, inanellando una piccola perla dietro l’altra. Insieme all’amica Adele Nigro alias Any Other e la nuova scena di giovani artiste che stanno debuttato in questi anni, Birthh rappresenta il futuro più roseo e versatile del pop italiano, quello capace di divertirsi a fare i cori nei pezzi di Myss Keta, ma anche di portare i propri pezzi con chitarra e voce al SXSW di Austin a diciannove anni senza sfigurare di fronte a nessuno.

 

HÅN

Nell’ondata delle nuove artiste italiane che presto si prenderanno tutto c’è anche HÅN, ultimo nome a completare la triade dei “nostri” musicisti presenti nel cartellone del Primavera Pro. Classe ’96, Giulia Fontana produce musica elettro-acustica sofisticata che potrebbe farla apparire come una glaciale artista norvegese, mentre invece è nata sulle sponde del Lago di Garda. Alle spalle per il momento ha un solo un EP, “The Children” (2017), che è stato sufficiente per fare parlare di lei e della sua voce pulita e convinta in Italia e all’estero. Ha ancora tantissimo da dimostrare e la speranza è che lo showcase di Barcellona sia solo l’inizio di una carriera in costante ascesa.