#MySong: “Carry Me Ohio”, Sun Kil Moon

Carry Me Ohio
Sun Kil Moon
“Ghost Of The Great Highway”, 2003

L’amore finisce e, quando lo fa, scivola come acqua nelle grondaie. Non uscisse da lì s’ingorgherebbe in un guaio ancora più grosso. Mark Kozelek ha lasciato qualcuno ma non riesce a farsene una colpa, le ha spezzato il cuore, le ha rovinato la vita, ha visto delle lacrime scorrere ma non può nulla contro quel disfacimento, perché è irrefrenabile come acqua che scorre in una grondaia. Ma Mark non è insensibile, ci sta male. Mark sa che vuole bene a quella donna e che non vorrebbe mai che perdesse la testa per una storia finita male. Così la affida al suo miglior amico: l’Ohio. Le sue terre, i suoi luoghi. Posti che conosce a memoria, proprio come si conoscono i segreti di un miglior amico. “Tiepidi canali e piscine azzurre” – accarezza con la voce Mark – e le praterie, i binari morti, i campi dorati, la nebbia del mattino, i lampi dal Midwest, il sole debole e la luna. Mark ha bisogno che l’Ohio aiuti questa donna a dimenticarlo, lo manda avanti: “Oh Ohio, guarisci la sua anima, portala sulle tue spalle”. Ed è allo stesso tempo una forma di immensa generosità e di altra e tanta vigliaccheria.