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#MySong: “Mannequin”, Wire

Mannequin
Wire
“Pink Flag”, 1977

Facce brutte. Barbe sfatte. Unghie lunghe. E che ci faranno con certe chitarre elettriche? ‘Sti ragazzi del punk a Londra sono corpo estraneo ma, fidatevi, Londra se la prenderanno, è la storia a dirlo. Perché, quando parte il giro iniziale di Mannequin, sembra che un velo venga stracciato: il ritmo, quel rintocco metallico, quei cori sgraziati ma divertenti, quel cantato sgualcito ma vero. I Wire mettono in fila la loro blacklist di tutti i volti che li guardano con disgusto. Chi sono? Sono quelli con impermeabile e riga ingelatinata. Burro e marmellata la mattina e giornale sottobraccio. Chi!? I manichini, no? Quelli che giudicano ma che non ce l’hanno il coraggio di parlare in faccia. “Buco nero da evitare, vuoto di energia, spreco di spazio, così magro, nessuna grazia!” – canta Colin Newman mettendo in bocca ai manichini quello che vorrebbero dire ai ragazzi del punk ma che non hanno il fegato di farlo. Perché sono solo dei manichini, appunto.

Riccardo Marra
Giornalista e autore, scrive per RAI e Mucchio Selvaggio. Qualche volta anche speaker radiofonico e blogger. Fondatore de Il Cibicida.