#MySong: “Sweet Dreams”, Marilyn Manson

Sweet Dreams (Are Made Of This)
Marilyn Manson
“Smells Like Children”, 1995

Settantamila persone e un ragazzone di due metri dalla faccia pallida. Brian Warner a Canton, in Ohio, è una specie di fantasma. Un impiccio. La cantina del nonno non basta per rinchiudere il mostro e la Chiesa dei genitori non riesce a “metterlo a posto”. Perché, quando c’è qualcosa dentro, non la puoi estirpare ficcando una mano su per la gola. Quando nel ‘98 i Marilyn Manson pubblicano la spaventosa copertina di “Mechanical Animals” il punto di non ritorno è arrivato. La silhouette di un uomo ibrido si staglia su sfondo grigio. Un extraterrestre, un diavolo: capelli fucsia, un corpo modificato, transgender, braccia strette e lunghe da alieno. La sensazione è che la società sia a un punto di transito sconosciuto e temuto. Manson è pericoloso – si dice – Manson va censurato, Manson fuori dalle scuole, Manson ispiratore di stragi. Manson è il diavolo. Ma cosa c’è prima? Cosa c’è dietro la maschera? C’è un musicista, un artista complicato, potente, un antagonista, un ripudio ad arte, lo show del terrore. C’è un concetto: i sogni quando sono incubi smuovono le teste, obbligano l’individuo all’indignazione, alla reazione, allo svegliarsi dal torpore. È per questo che nel 1995 la sua versione di Sweet Dreams (Are Made Of This), traghettata direttamente dal 1983 agrodolce degli Eurythmics, è un incubo gotico. Warner sfoggia urla che sono ruggiti inumani, si contorce come un demone e il suo volo animale è condotto da chitarroni potenti, eco mostruosi, metalli. Il verso “Voglio usarti e abusare di te / Voglio sapere cosa c’è dentro di te” (non presente nell’originale di Annie Lennox & Co.) è la dichiarazione d’amore più spaventosa della storia del rock.