Nirvana: 30 anni di Bleach

Alla luce, abbagliante, di ciò che i Nirvana misero in piedi a inizio Novanta, l’esordio sulla lunga distanza Bleach ha sempre rischiato di passare in sordina, sottostimato dai più. Eppure se c’è un disco che va considerato la primordiale essenza artistica di Kurt Cobain oltre che un fondamentale tassello dell’intero mosaico grunge, è proprio questo per almeno una manciata di motivi: in primo luogo la sostanza dell’album, un gorgo di distorsioni scure come il catrame, riff semplicissimi ma corrosivi, marcissima indole punk e carta vetrata ad avvolgere le corde vocali di Cobain, ma al tempo stesso un album percorso da melodie ben distinguibili; poi tutto il fondamentale contorno del disco, manipolato dal produttore del grunge Jack Endino, pubblicato dall’etichetta del grunge Sub Pop (resta ancora oggi in assoluto l’album più venduto della label) e registrato in casa ai Reciprocal Recording Studios di Seattle. Tra Melvins e Pixies (due dei maggiori punti di riferimento di Cobain), Sonic Youth e Black Sabbath, i Nirvana in pochissimo tempo partoriscono undici tracce grezze che pongono le basi di una delle esperienze più significative della storia del rock.

DATA D’USCITA: 15 Giugno 1989
ETICHETTA: Sub Pop