Home EXTRA ANNIVERSARI PJ Harvey: 20 anni di Is This Desire?

PJ Harvey: 20 anni di Is This Desire?

Con “To Bring You My Love”, pubblicato nel Febbraio del ’95, PJ Harvey aveva raggiunto definitiva popolarità, inserendosi a pieno titolo tra i grandi del songwriting nineties, sempre in bilico tra l’oscurità di Nick Cave e il fragore del grunge. Sarebbe stato semplice, per lei, continuare sulla stessa falsariga di un disco che aveva venduto bene, molto bene. Ma Polly Jean non ha mai amato troppo le cose facili, così ecco che si prende ben tre anni e mezzo prima di dare alle stampe il successore. Is This Desire? spiazza tanto la critica quanto il suo pubblico: la Harvey si cosparge di pece e si fa nerissima, gettandosi come mai prima a capofitto in un disco che proprio per questo risulta turbato e funereo. PJ parla di Angelene, Elise, Catherine, Joy, tutte donne di cui racconta le storie, tutte donne che altro non sono se non la sua proiezione, di quelle problematiche al femminile che fin dagli esordi PJ aveva deciso di affrontare costantemente. Ma se in passato erano le chitarre a graffiare, a testimoniare una rabbia ardente, qui PJ sceglie di rallentare i ritmi, di affidarsi tanto, tantissimo ai sintetizzatori, agli archi e pure al pianoforte, strumentazione scelta appositamente per annerire al massimo i dodici brani della tracklist. In My Beautiful Leah tocca persino territori trip hop, Joy fa di più e lambisce l’industrial, mentre i sussurri di The Wind sono il labbro morsicato di PJ nel tentativo di trattenersi dallo sputare fuori tutto. Persino il singolo A Perfect Day Elise, che avrebbe potuto continuare il percorso di “To Bring You My Love”, viene impiastricciato d’elettronica che lo fa a pezzi. Il risultato è un album che dal punto di vista commerciale farà peggio del predecessore, ma che sgancia del tutto PJ Harvey da dinamiche di mercato che la songwriter inglese non aveva mai seguito davvero e cui non sentirà mai più il bisogno di accostarsi.

DATA D’USCITA: 28 Settembre 1998
ETICHETTA: Island

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.