ROCKABOLARIO: John Peel

Sarebbe riduttivo definirlo solo un disk jockey, nonostante debba la sua fama all’attività radiofonica. Era prima di tutto un maniacale appassionato di musica, un collezionista incallito e un talent scout lungimirante che con le sue intuizioni ha segnato la storia del rock: JOHN PEEL raccontato dalla A alla Z.

 

A di ARCHIVIO – Oltre alla sua notoria presenza in radio per oltre 40 anni, John Peel era anche un grandissimo collezionista di musica. il suo ormai mitologico archivio consta di oltre centomila pezzi, tanto vinili quanto CD, raccolti nel corso dell’intera vita e conservati con grande cura.

B di BBC – La storia di Peel è strettamente legata a quella dell’emittente britannica, in modo particolare di BBC Radio 1: Peel cominciò a lavorarci nel 1967, quando venne lanciata, divenendone il volto più importante, popolare e autorevole. Solo la morte di John è riuscita a interrompere il rapporto.

C di CAPTAIN BEEFHEART – Conosciutisi nel ’66 in California, John Peel e Captain Beefheart instaurarono un rapporto d’amicizia che andò ben oltre l’ammirazione artistica: nel ’97 Peel inserì “Trout Mask Replica” al primo posto dei suoi album preferiti in una classifica redatta per il The Guardian.

D di DANDELION RECORDS – Fondata da Peel nel 1969, l’etichetta prendeva il nome dal suo criceto. In tre anni di vita (venne chiusa nel 1972) la label licenziò ventisette album di diciotto diversi artisti, ma nessuno di essi fu un successo eccetto il singolo “(And The) Pictures In The Sky” dei Medicine Head.

E di ENO – Già a partire dagli esordi con i Roxy Music e per tutta la sua variegata carriera, Peel seguì sempre le vicende artistiche di Brian Eno e le sue molteplici collaborazioni. Eno è stato fra i pochi ad aver avuto il privilegio di accedere all’archivio di Peel per estrarne il suo personalissimo “record box”.

F di FALL – La formazione di Mark E. Smith è stata quella che ha mantenuto il rapporto più stretto e frequente con Peel e le sue session: ben 24 le loro partecipazioni, dal 1978 al 2004, che ne hanno raccontato la carriera fin dagli esordi e che la dicono lunga sull’ammirazione di Peel per la band.

G di GLASTONBURY FESTIVAL – Fra le esperienze televisive di John Peel vanno senza dubbio annoverate quelle come inviato della BBC al più celebre dei festival britannici. In suo onore, dall’edizione 2005 il festival ha istituito il “John Peel Stage”, palco dedicato alla nuova musica.

H di HOLLYWOOD – Fra il ’60 e il ’67 Peel si trasferì negli U.S.A. dove cominciò a farsi strada nella musica. Lì si sposò la prima volta (con Shirley Anne Milburn, da cui poi divorziò) e lì, al Pandora’s Box di Hollywood, vide nel ’66 quel live dei Misunderstood che rimase sempre fra i suoi concerti preferiti.

I di INFARTO – Il 25 ottobre del 2004 un infarto del miocardio pose fine alla vita di John Peel, aveva sessantacinque anni. Al momento della sua morte, Peel si trovava in Perù, nello specifico nella città di Cuzco, per una delle sue consuete vacanze lavorative.

J di JOY DIVISION – Fra le session più famose ci sono naturalmente le due registrate dai Joy Division nel 1979, la prima il 31 Gennaio e la seconda il 26 Novembre. Ian Curtis di lì a pochi mesi si sarebbe suicidato (18 Maggio 1980), ma il rapporto fra Peel e i membri superstiti restò forte (vai alla lettera N).

K di KING CRIMSON – Nonostante la critica del ’69 si divise sull’esordio “In The Court Of The Crimson King”, Peel fu da subito sostenitore di Robert Fripp e del suo progressive rock, tanto da seguirlo con interesse anche nei suoi innumerevoli progetti paralleli. Due le session nel ’69, 6 Maggio e 19 Agosto.

L di LIVERPOOL – Nato ad Heswall, paesino del Merseyside poco distante da Liverpool, Peel fu un accanito sostenitore dei Reds. Il giorno del suo secondo matrimonio si presentò alla cerimonia vestito dei colori della squadra, accompagnato in sottofondo dallo storico inno “You’ll Never Walk Alone”.

M di MISUNDERSTOOD – Formazione di rock psichedelico, vennero in contatto con Peel in California ai tempi in cui lui viveva negli Stati Uniti. John li convinse a trasferirsi in Inghilterra, ne divenne manager e provò a lanciarli: ottennero meno successo di quello che probabilmente avrebbero meritato.

N di NEW ORDER – All’indomani della scomparsa di Ian Curtis, Peel non smise di seguire gli altri Joy Division, imbarcatisi da subito nell’avventura New Order. La nuova band di Sumner, Morris e Hook fu così protagonista di altre quattro session fra il 1981 e il 1998 (vai alla lettera J).

O di ORDER OF THE BRITISH EMPIRE – A testimonianza della rilevanza artistica e sociale avuta da John Peel nel corso della sua attività, nel 1998 gli fu conferita l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, quarto grado dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico.

P di PEEL – Il cognome con cui tutto il mondo ha imparato a conoscerlo è stato solo un fortunato “cognome d’arte”. All’anagrafe John Robert Parker Ravenscroft, Peel accorciò opportunamente il suo “second name” rendendolo più immediato. In inglese “to peel” vuol dire “sbucciare”.

Q di QUATTRO – Come i figli avuti dalla seconda moglie Sheila Gilholly, sposata nell’Agosto del 1974. Dalla relazione fra i due nasceranno William, Tom, Alexandra e Florence. Sarà Tom, dopo la morte del padre, a tentare nel 2010 la carriera radiofonica, sempre in casa BBC.

R di ROD STEWART – Nel corso degli anni Peel condusse con più o meno regolarità Top Of The Pops, ma nel 1971 salì sul palco del programma non come presentatore bensì come musicista, suonando il mandolino al fianco dell’amico Rod Stewart durante l’esecuzione del brano “Maggie May”.

S di STRANGE FRUIT RECORDS – Etichetta discografica fondata nel 1986 da Clive Selwood e John Peel, è stata la label principale per cui sono state pubblicate le Peel Sessions e, più in generale, le varie registrazioni incise per la BBC. L’etichetta fu chiusa nel 2004.

T di TOP GEAR – Programma della BBC inaugurato nel 1964, cominciò a raccogliere consensi solo nel 1967 con l’arrivo di Peel, rivolto com’era a quel pubblico giovanile che fino ad allora aveva avuto come unica valvola di sfogo musicale le radio pirata. La BBC lo tagliò nel Settembre del 1975.

U di UZEDA – Oltre alla PFM (impegnata in due session nel 1973), l’unica altra band italiana ad aver avuto il privilegio di registrare delle session per Peel è stata la formazione catanese di casa Touch And Go: due gli appuntamenti, il primo l’8 Maggio del 1994 e il secondo il 6 Novembre dello stesso anno.

V di VERSI – “Teenage dreams so hard to beat” ( tradotto “I sogni della gioventù così difficili da sconfiggere”) sono i versi incisi come epitaffio sulla lapide di John Peel, estratti da “Teenage Kicks”, singolo dei nordirlandesi Undertones che era anche la sua canzone preferita.

W di WHITE STRIPES – Protagonisti di tre session nel 2001, Jack e Meg White hanno un primato nella storia di Peel: ben undici loro singoli erano contenuti nel famoso “box segreto” di John, quello che raccoglieva i suoi 143 singoli preferiti (esclusi i The Fall, catalogati a parte).

X – XTC – La band inglese è uno dei casi più eclatanti dell’influenza di Peel: dopo aver sentito alcuni demo, John presenziò a un loro live e li invitò per una session. Subito dopo gli XTC, fino ad allora senza contratto discografico, ricevettero molte offerte e finirono per firmare con la Virgin nel 1977.

Y di YOU’LL NEVER WALK ALONE – Il tifo per il Liverpool lo portava spesso allo stadio (era all’Heysel per la tragica finale contro la Juventus). Nell’89 altri 96 tifosi della squadra morirono schiacciati a Sheffield e Peel gli dedico l’apertura del programma con la versione di Aretha Franklin dell’inno.

Z di ZANE LOWE – Della nuova generazione di speaker, Lowe è fra quelli che Peel apprezzò maggiormente (i due andarono anche in onda in slot orari consecutivi), tanto che in casa BBC è stato considerato fra il 2003 e il 2015 un po’ il suo erede (adesso trasmette per Apple Beats 1).