Home EXTRA ANNIVERSARI Slowdive: 25 anni di Souvlaki

Slowdive: 25 anni di Souvlaki

Dopo tre EP che avevano ottenuto ottimi riscontri, nel Settembre del 1991 gli Slowdive esordivano sulla lunga distanza con “Just For A Day”, giusto un paio di mesi prima che i My Bloody Valentine si rifacessero sotto con “Loveless”. In pratica l’essenza dello shoegaze racchiusa in due dischi quasi gemelli. Il passo seguente di Neil Halstead e i suoi sarebbe dovuto essere, soprattutto nelle intenzioni della Creation di Alan McGee, un alleggerimento delle sperimentazioni sonore, in modo da provare a raccogliere consensi ancora maggiori in un mercato saturo come non mai di input provenienti da entrambe le sponde dell’Atlantico. Gli Slowdive rispondono con Souvlaki, un lavoro cui Halstead lavora per gran parte in solitario mettendo in atto la sua personalissima visione di “pop”. Sotto la supervisione del guru Brian Eno (che non produce l’album, ma guarda con attenzione alla lavorazione dello stesso e suona le tastiere in Sing ed Here She Comes), il disco diventa la perfetta sintesi di ciò che la band era stata, ciò che è in quel momento e ciò che sarebbe diventata: la vena dream pop si fa preponderante (vedi un brano perfetto come Alison) e le chitarre squarciano i fumi di “Just For A Day” salendo in cielo eteree come non mai (vedi l’epocale dittico centrale composto da Souvlaki Space StationWhen The Sun Hits), mentre si scorgono quelle proiezioni acustiche (la conclusiva Dagger) e psichedeliche (Melon Yellow) che sarebbero servite tanto al capitolo conclusivo della discografia della band quanto ai nuovi progetti di Halstead. La rarefazione delle atmosfere ha in “Souvlaki” un altro meraviglioso effetto, ovvero la perfetta resa della voce di Rachel Goswell, un’estasi allo stato puro che da quel momento in poi farà proseliti. Se “Just For A Day” resterà per sempre uno dei migliori esempi di shoegaze, “Souvlaki” rappresenterà invece la carta d’identità di una band che di lì a poco sarebbe evaporata sotto quello stesso sole cui avevano consentito di insinuarsi nella loro musica.

DATA D’USCITA: 17 Maggio 1993
ETICHETTA: Creation

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.