Soundtrack #002: La felicità è un sistema complesso, Paper Towns, 45 Years

Negli anni il mondo delle soundtrack, della musica applicata al cinema, si è evoluto fino a stravolgere quasi del tutto la propria originaria dimensione di semplice commento sonoro alle immagini, generando nello spettatore/ascoltare l’esigenza di approfondire, di capire e conoscere meglio le scelte operate dai registi in tema di colonne sonore. Da qui, dunque, questa nostra rubrica dal titolo più che esplicativo.

In questa puntata: La felicità è un sistema complesso / Paper Towns / 45 Years

LA FELICITÀ È UN SISTEMA COMPLESSO

Se Gianni Zanasi e Valerio Mastandrea lavorano insieme, c’è la granitica certezza di avere a che fare con un ottimo film accompagnato da scelte musicali eccellenti. Era già accaduto con “Non pensarci” e capita nuovamente otto anni dopo con questa deliziosa pellicola, per la quale Niccolò Contessa de I Cani firma la colonna sonora originale. Il meglio, però, arriva da brani già noti, pochi ma strepitosi: si va dai Turtles a Plastic Bertrand, passando per i Dead Can Dance e i Rolling Stones. Imperdibile.

PAPER TOWNS (CITTÀ DI CARTA)

Classico esempio in cui la qualità dell’opera cinematografica viene surclassata da quella della colonna sonora, che ben si sposa al clima adolescenziale della pellicola. C’è un pò di tutto: il più che brillante ritorno di Santigold con l’inedita Radio, la meravigliosamente springsteeniana Burning dei The War On Drugs, una chicca dei Grouplove (No Drama Queen) e My Tipe, hit planetaria dei Saint Motel. Non male.

45 YEARS (45 ANNI)

Le canzoni che accompagnano il convincente film con Tom Courtenay e Charlotte Rampling (entrambi Orso d’Oro a Berlino per la migliore interpretazione) sono scelte direttamente dal regista, l’ottimo Andrew Haigh. E si vede: l’attinenza con la pellicola è perfetta, con i brani (su tutti Smoke Gets In Your Eyes dei Platters e Go Now dei Moody Blues) che sposano alla perfezione il clima percepito in sala, tanto quello drammatico che quello romantico.