Algiers @ Astoria, Torino (13/11/2017)

Pochi giorni dopo la celebrazione colossale dell’elettronica e dell’ennesima dichiarazione di morte delle chitarre al Club To Club, a Torino arriva un gruppo che ribalta l’asse e mostra cosa possa ancora comunicare nel 2017 una live band.

L’Astoria mette a segno un altro prevedibile sold out portando nel Basement gli Algiers, a pochi mesi dall’apertura allo stadio San Siro per i loro padri spirituali Depeche Mode. Sarebbe stato curioso vedere la band di Atlanta in quella situazione, perché il loro concerto sembra nato per essere un’esperienza estremamente face to face come quella che hanno avuto la fortuna di vivere gli spettatori torinesi nella sera di lunedì 13 Novembre.

Franklin James Fischer e soci, tra i quali figura Matt Tong, batterista dei Bloc Party nei loro album migliori, mettono le cose in chiaro fin dal primo brano, Cleveland: sarà un’esibizione intensissima e aggressiva. Come in ogni manifestazione artistica degna di questo nome, l’impatto comunicativo si amplifica enormemente quando alla tecnica e all’abilità musicale si unisce un messaggio forte e credibile di protesta e rivalsa politica, e in questo senso gli Algiers sono tra i pochi nella scena musicale mondiale a proporre qualcosa di concreto, una roba che non si sentiva dai tempi di Rage Against The Machine e Wu Tang Clan.

Lo show non è affatto leggero e spensierato, ma un qualcosa che travolge e ferisce nel profondo, sbattendo in faccia tutta la rabbia accumulata in anni di vita nella periferia americana, tra violenza razziale e oppressione sociale, e incanalata in un sound unico nel suo genere. L’unione tra punk, influenza dark ed industriale delle elettroniche di Ryan Mahar (Death March) e la voce gospel di Fischer (Cry Of The Martyrs), che ha dato vita ad “The Underside Of Power”, album uscito nel Giugno 2017 per la Matador, nel concerto prende vita e spazza via mille altre esibizioni-fuffa che capita di vedere in giro.

Ce la faremo mai ad avere un gruppo simile in Italia, o siamo destinati a relegare perennemente la protesta politica a gruppi combat folk da Primo Maggio e rapper ipocriti?

SETLIST: Cleveland – Animals – Death March – Walk Like A Panter – Irony. Utility. Pretext. – Remains – Cry Of The Martyrs – Old Girl – Blood – Black Eunuch – The Cycle/The Spiral: Time To Go Down Slowly —ENCORE— Hymn For An Average Man – But She Was Not Flying – The Underside of Power

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