Marilyn Manson @ Milano Summer Festival (19/06/2018)

Che si voglia criticarlo o meno, Marilyn Manson rimane uno dei più rappresentativi personaggi della hard music dal 1990 in poi e ogni suo live show è buona occasione per tributarne il dovuto riconoscimento; che questa opportunità ci venga offerta dal Milano Summer Festival è quasi dovuto, visto il sempre maggiore successo che la kermesse milanese sta riscuotendo nel corso degli anni.

Il tour che porta Brian Warner e soci nel caldo inizio estate meneghino è quello a supporto del più che discreto “Heaven Upside Down”, un disco capace di soddisfare più di un fan di lunga data oltre che ricevere critiche positive da chi Manson non l’ha mai particolarmente apprezzato. Non che le aspettative fossero elevate ma dopo qualche prova per nulla convincente e l’età che avanza, ascoltare materiale rispettabile rimane una delle poche ancore a cui aggrapparsi oltre la necessaria forma live.

Che sia dal vivo che il personaggio Manson completa e dà senso alla sua figura non è mistero per nessuno, ma gli show travolgenti di vent’anni fa sono un ricordo remoto e il Warner di fine anni ’10 deve giustamente regolare il tiro soprattutto in ottica auto-conservativa. La setlist è come sempre un tributo a tutti i brani più rappresentativi di una carriera lunga ma lineare, con il classico duo Irresponsible Hate Anthem / Angel With The Scabbed Wings a tuonare col suo ritmo industriale sul prato dell’Ippodromo di San Siro.

Neanche il tempo di cominciare però che giunge la prima pausa, una manciata di secondi solamente prima della recente Deep Six ma che sarà una costante lungo tutto l’arco dell’esibizione. La necessità di rifiatare è tanta anche se con maestria celata da chi il palco è abituato a dominarlo. Il senso di stanchezza non abbandonerà mai davvero il reverendo ma questo non lo frena dal tenere in piedi uno show da solo (i componenti della sua band sono vere e proprie statue) grazie all’esperienza. Ciò che il suo pubblico brama è ampiamente presente: lanci di microfono (almeno una decina), contorsioni, urla semi gutturali. Quello che però manca più rispetto al passato è il coinvolgimento e l’interazione con l’audience. Poco, pochissimo contatto visivo, lunghe passeggiate a spalle voltate e una sottile svogliatezza che rimane comunque percettibile.

Non molto cambia il far salire qualche ragazza sul palco durante l’esecuzione di Kill4me o il riproporre il consueto spettacolo su Antichrist Superstar ma il pubblico, più eterogeneo che mai, non pare accorgersi delle mancanze e canta con verve tutta la setlist senza distinzione tra brani recenti e datati. I bis sono ben due e la chiusura lasciata alla fresca Say10, un pezzo perfetto per la dimensione live e che sarà, gioco di parole a parte, sicuro punto fermo delle esibizioni di Warner da qui in poi. 

SETLIST: Irresponsible Hate Anthem – Angel With The Scabbed Wings – Deep Six – This Is The New Shit – Disposable Teens – Mobscene – Kill4Me – I Don’t Like The Drugs (But The Drugs Like Me) / The Dope Show – Sweet Dreams (Are Made Of This) — ENCORE — Antichrist Superstar – The Beautiful People — ENCORE 2 — Cry Little Sister – Coma White – Say10