Afterhours
Pubblicato il 25/04/2008 da ilcibicida

Scoperti dalla Vox Pop grazie alla loro partecipazione al tributo “Something about Joy Division” (dove eseguono la cover di Shadowplay, ndr), gli Afterhours – dopo la realizzazione dell’ep debut All The Good Children Go To Hell (1990) – pubblicano il loro primo album: During Christine’s Sleep. E’ il 1991. Si tratta di un lavoro che non lascia indifferenti gli addetti ai lavori, e se in Italia i commenti sono più che positivi, negli Stati Uniti, la rivista “Alternative Press” lo nomina “album del mese” e ciò fa sì che che la band partecipi al “New Music Seminar” di New York. Successivamente, in concomitanza con l’uscita dell’epCocaine Head (1991), il gruppo viene invitato a partecipare al “Berlin Indipendence Days”. Nel 1993 è la volta di Pop Kills Your Soul, ma qualcosa sta per cambiare: il nucleo originario della band, all’epoca costituito da Manuel Agnelli (voce e chitarra), Paolo Cantù (chitarra), Lorenzo Olgiati (basso) e Max Donna (batteria), viene radicalmente rivoluzionato. Alla chitarra, infatti, arriva Xabier Iriondo, alla batteria, invece, Giorgio Prette. Ma le novità non terminano qui: la lingua utilizzata non sarà più l’inglese bensì l’italiano. E così, dopo essersi cimentati con due cover dall’indubbio fascino, Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano e La canzone popolare di Ivano Fossati (entrambe realizzate nel 1993), i ragazzi sono già pronti per rimettere piede nello studio di registrazione. Corre l’anno 1995 quando viene pubblicato Germi. Per gli Afterhours è come rinascere: il diverso approccio linguistico rende ancora più diretto l’ascolto e da “promessa underground” a nuovi alfieri della scena rock italiana, il passo è breve. Nello scrivere i suoi testi Agnelli si avvale della tecnica del “cut-up” (rifacendosi al “taglia e cuci” del noto scrittore americano William Borroughs), uno stile compositivo che segnerà anche gli altri due album a venire. 1997: la band firma per la Mescal e licenzia un nuovo disco, Hai Paura Del Buio?, loro capolavoro indiscusso. Nel frattempo la famiglia si allarga con l’arrivo di due news entry: Andrea Viti al basso e Dario Ciffo al violino. Il 31 maggio 1999, esceNon è per sempre, e neanche questa volta gli Afterhours tradiscono le attese: i continui passaggi radiofonici e televisivi dei singoli estratti, nonché le ottime recensioni ottenute, offrono un ampio spazio di visibilità della band, così grande da portare Agnelli e soci ad aprire il concerto bolognese dei R.E.M. dell’11 luglio dello stesso anno. Nel 2001 viene pubblicato il doppio live Siam Tre Piccoli Porcellin, che passerà alla storia per essere stato l’ultimo album con Iriondo che, di lì a poco, lascerà la band per motivi di natura personale, dedicandosi ai progetti Sixminutewarmadness ed A Short Apnea. 5 aprile 2002: esce il quarto album “italiano” della band, Quello che non c’è. Ancora una volta gli Afterhours preparano le valige per un lunghissimo tour (che segnerà l’ingresso in formazione del chitarrista Giorgio Ciccarelli, già leader dei Sux, ndr) che durerà per più due anni e che in più di un’occasione li vedrà condividere il palco, in qualità di co-headlining, con i Mercury Rev. Nel febbraio 2004 nasce un produttivo quanto sincero sodalizio musicale con i Twilight Singers di Greg Dulli, il quale – dopo aver reclutato Agnelli come tastierista per una serie di concerti dei negli Stati Uniti – parteciperà in veste di produttore e arrangiatore ai lavori del nuovo album, in quel di Catania nell’estate 2004. Il 3 settembre del 2004 esce il mini ep Gioia e Rivoluzione, rivisitazione di un classico degli Area, inserito nella colonna sonora del film “Lavorare Con Lentezza” di Guido Chiesa, che vede gli stessi Afterhours impegnati nei panni della storica band di Demetrio Stratos. Il nuovo album, Ballate Per Piccole Iene esce il 15 aprile del 2005. Oltre alla versione italiana la band ne realizza un’altra per il mercato straniero,Ballads For Little Hyenas. Prende il via un nuovo tour – con una line-up nuova di zecca che vede Roberto Dell’Era succedere al posto di Andra Viti al basso ed Enrico Gabrielli accomodarsi alle tastiere – che questa volta non solo toccherà in lungo e largo l’Italia, ma anche le principali capitali europee e gli Stati Uniti. Tra il 2007 ed il 2008 la band si chiude nuovamente in studio. Il risultato è I milanesi ammazzano il sabato, uscito il 2 maggio 2008 per l’etichetta Universal. Nuovo tour ed ennesimo cambio di formazione: questa volta è Dario Ciffo a salutare. Al suo posto arriverà Rodrigo D’Erasmo. L’attività di Agnelli non si limita ai soli Afterhours: il cantante milanese, infatti, si è occupato della produzione di numerosi artisti italiani come Cristina Donà, Marco Parente, Scisma, Verdena e i Massimo Volume di Emidio Clementi (con il quale realizza il progetto reading “Gli Agnelli Clementi”). Agnelli è stato anche il direttore artistico del Tora! Tora! Festival, storica organizzazione rock itinerante che ha avuto come unico scopo quello di portare la musica italiana “alternative” ed “indipendente” in giro per lo stivale. Nel 2000 l’artista pubblica il suo primo libro “Il Meraviglioso Tubetto”, rivelandosi autore dallo stile ricercato e sopraffino.
A cura di Vittorio Bertone
DISCOGRAFIA
DURING CHRISTINE’S SLEEP – 1991
POP KILLS YOUR SOUL – 1993
GERMI – 1995
HAI PAURA DEL BUIO? – 1997
NON E’ PER SEMPRE – 1999
SIAM TRE PICCOLI PORCELLIN (live) – 2001
QUELLO CHE NON C’E’ – 2002
GIOIA E RIVOLUZIONE (ep) – 2004
BALLATE PER PICCOLE IENE – 2005
BALLADS FOR LITTLE HYENAS – 2006
I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO – 2008
CATEGORIA: MONOGRAFIE















