At The Drive-In

atthedrivein

Discendenti di quella scuola hardcore che aveva avuto i propri padri in band come Black Flag, Minor Threat e Fugazi, gli At The Drive-In da El Paso, Texas, hanno travasato negli anni ’90 il sound primordiale delle esperienze da cui derivavano, condendolo con una ricerca lirica e strumentale che ne ha fatto una delle band simbolo della scena alternative nineties. Grazie a tre album, una manciata di EP e, soprattutto, alla miriade di esibizioni dal vivo semplicemente devastanti, gli At The Drive-In hanno così guadagnato sul campo i gradi di band di culto. A testimonianza della caratura di ciascun membro della formazione, all’indomani dello scioglimento i cinque daranno vita a The Mars Volta (Cedric Bixler-Zavala e Omar Rodriguez-Lopez) e Sparta (Jim Ward, Paul Hinojos e Tony Hajjar), due nuove band estremamente interessanti. L’attesa reunion, avvenuta nel 2012, non porta discograficamente a nulla di nuovo, limitandosi a una breve serie di date live.

ACROBATIC TENEMENT (1996) – Registrato a bassissimo budget e per questo piuttosto grezzo, l’esordio lungo della band è un continuo inseguirsi fra chitarre e sezione ritmica, a velocità folli e tempi forsennati, con soluzioni schizofreniche che fanno a pugni con certa prevedibilità del genere di riferimento. La voce di Bixler-Zavala si dimostra da subito strumento fra gli strumenti.

Brano consigliato: Ebroglio – In breve: 4,5/5

IN/CASINO/OUT (1998) – Se col precedente album la carne sul fuoco era tanta, con questo diventa addirittura troppa: le chitarre si fanno ancora più aggrovigliate, gli stacchi al fulmicotone e la sicurezza compositiva a tratti presuntuosa, portando la band nei territori del crossover che imperversava in quel periodo. Il disagio è il tema conduttore del disco, con la voce a sottolinearlo.

Brano consigliato: Chanbara – In breve: 4/5

RELATIONSHIP OF COMMAND (2000) – L’unico passo possibile per il perfezionamento del sound della band era virare su un certo alleggerimento: ciò avviene con quest’album, che unisce i caratteri distintivi degli ATDI a una nuova dimensione melodica. Più rock che hardcore, con refrain che possono definirsi tali e qualche inserto elettronico ad aprire la strada a ciò che verrà per i cinque.

Brano consigliato: Rolodex Propaganda – In breve: 5/5