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Sinead O’Connor

L’esordio internazionale della ventenne irlandese Sinead O’Connor nel 1987 fu esplosivo: tutto il mondo si accorse con shock della grinta e della bellissima voce della giovane cantante dalla testa rasata e i grandi occhi da cerbiatta. La terra verde del trifoglio aveva prodotto negli anni ’80 un’ondata di giovani musicisti che covavano sentimenti di rabbia e voglia di libertà mutuati dal punk inglese, ma avevano ben presente anche la lezione di orgoglio nazionale impartita da gruppi tradizionali come Chieftains e Clannad. Per un breve periodo, anche Sinead militò in una band chiamata In Tua Nua (che ottenne successo nei tardi ’80, molto tempo dopo il suo abbandono) e in seguito collaborò con The Edge, chitarrista degli U2, realizzando il brano Heroine per la colonna sonora del film “Captive” (1986), ma furono i membri dei Clannad ad accorgersi di Sinead, in particolare Enya, che le offrì il suo aiuto nella realizzazione di alcuni brani del primo album autoprodotto The Lion And The Cobra, infarcito di reminescenze mistiche e di carnale sensualità. La O’Connor si atteggiava a cattiva ragazza con pettinatura da skinhead, schizzata e selvaggia e rivendicava la dignità delle proprie opinioni e della condizione femminile in un mondo nel quale era evidentemente a disagio: figlia di divorziati, orfana di madre (figura con la quale aveva un rapporto difficile), madre ella stessa del piccolo Jake, la cantante indirizzò la propria rabbia principalmente contro la morale cattolica e gli effetti negativi che essa ha causato nella religiosissima Irlanda, con qualche incursione nella politica. Affermando che i dischi degli U2 sono “pomposi”, si alienò una potenziale fetta di mercato; favorevole alla riunificazione della sua isola, difese l’IRA, focalizzando su di sé la pressione dei moderati. All’opinione pubblica sembrava soprattutto una ragazza a disagio con se stessa, ma ebbe successo. Nel 1990 recitò nel film indipendente inglese “Hush-A-Bye-Baby” di Margo Arkin e ritornò sulle scene con un album fucina di potenti singoli, I Do Not Want What I Haven’t Got. La canzone manifesto era The Emperor’s New Clothes, con la quale Sinead affronta ironicamente le critiche mossegli dai media, ma il brano che la consacra definitivamente è un altro. Prince le aveva regalato un outtakedal titolo Nothing Compares To You, che nella passionale interpretazione della O’Connor diventò subito un grande successo radiofonico, successo potenziato altresì da un videoclip semplicissimo in cui è inquadrato solo il volto della cantante, privo di trucco e con i capelli appena ricresciuti. Tempi difficili, tuttavia, si profilano. Sinead sostenne di essere stata forzata dallo stesso Prince a cantare una sua canzone, scatenando polemiche inutili, finché nel 1992, in diretta durante un’esibizione televisiva allo show Saturday Night Live, stracciò una fotografia del Papa Karol Wojtyla, pronunciando le parole: “Combatti il vero nemico”. In questo modo Sinead si attirò le ire del Vaticano e delle comunità religiose di tutto il mondo, oltre che dei suoi stessi fan. Fischiata al concerto tributo a Bob Dylan, costretta dall’opinione pubblica a porgere le sue scuse ufficiali, ma non pentita, la O’Connor dovette difendersi dalle accuse di aver compiuto un gesto eclatante per risollevarsi dopo un periodo di silenzio: inizialmente, si difese affermando di essere stata fraintesa, che le intenzioni dietro all’esternazione erano da intendersi in senso lato, ma le giustificazioni svelarono una certa fragilità da parte dell’artista irlandese. Nel 1993 tornò a lavorare per il cinema come interprete di brani, cantando You Made Me The Thief Of Your Heart per il film di Jim Sheridan “In nome del padre” e l’anno seguente pubblicò l’album Universal Mother. Nel 1997 vi fu una collaborazione con gli U2 al brano I’m Not Your Baby incluso da Wim Wenders nella colonna sonora del suo film “The End Of Violence” e il regista Neil Jordan la convinse a passare davanti alla macchina da presa e interpretare il ruolo della Vergine Maria nel suo film “The Butcher Boy” (titolo italiano “Il garzone del macellaio”). Subito si rinnovò un gran coro di proteste da parte dei credenti, ma Sinead ritornò alla musica pubblicando un’antologia dei suoi successi ed una nuova opera dal titolo Gospel Oak, nella quale protagonista tornò ad essere la sua voce, potenziata grazie allo studio del bel canto. Sono anni in cui la O’Connor dichiara di aver ritrovato la serenità, sempre e comunque scandalizzando l’opinione pubblica. Assunto il nome di Suor Bernadette Maria, è diventata “sacerdote” e amministra i sacramenti nell’Ordine “Mater Dei”, disconosciuto dalla Chiesa Cattolica e, dopo aver avuto due figli – Jake e Bridgeen Roisin – da due uomini diversi, ha rivelato ad una rivista gay la sua omosessualità (con feedback ancora incerto sulla veridicità della dichiarazione), in occasione della presentazione del nuovo disco Faith And Courage (2000), nel quale non fa altro che rivendicare l’emancipazione dal genere maschile. In realtà, la O’Connor sembra aver trovato più una maturità spirituale molto individualizzata che una nuova dimensione femminile, maturità che si cristallizza con la pubblicazione nel 2003 di un doppio album dal lunghissimo titolo: She Who Dwells In The Secret Place Of The Most High Shall Abide Under The Shadow Of The Almighty, pieno di riferimenti antico-testamentari. In seguito a questa fatica, Sinead decise di ritirarsi dall’industria discografica, preferendo dedicarsi interamente alla sua terza gravidanza e ai canti religiosi. La nascita del piccolo Shane nel 2004, però, non ferma la cantante irlandese che lavora con dei monaci cattolici ad un disco di canti religiosi e all’inizio del 2005 annuncia il ritorno alle scene musicali internazionali con nuovi impegni: ad esempio l’album di cover reggae Throw Down Your Arms. In tempi più recenti, infatti, Sinead si è avvicinata alla musica reggae collaborando con Ziggy Marley ed altri artisti giamaicani, in attesa che venisse alla luce il suo ultimo album Theology e che nascesse il suo quarto figlio all’inizio del 2007.

A cura di Paola Villani

DISCOGRAFIA

THE LION AND THE COBRA – 1987
I DO NOT WANT WHAT I HAVEN’T GOT – 1990
AM I NOT YOUR GIRL? – 1992
UNIVERSAL MOTHER – 1994
SO FAR… THE BEST OF (raccolta) – 1997
GOSPEL OAK – 1997
FAITH AND COURAGE – 2000
SEAN-NOS NUA – 2002
SHE WHO DWELLS IN THE SECRET PLACE OF THE MOST HIGH SHALL ABIDE UNDER THE SHADOW OF THE ALMIGHTY – 2003
THROW DOWN YOUR ARMS – 2005
THEOLOGY – 2007

CATEGORIA: MONOGRAFIE

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