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Offlaga Disco Pax - 08/03/2008 - Roma - Circolo Degli Artisti |
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Sull’attenti e saluto militare. Così Max Collini chiude il live degli Offlaga Disco Pax al Circolo Degli Artisti. Volto serio che, a tratti, però, viene tradito da sbuffi e smorfie esilaranti. Che poi, la performance di Max aveva mantenuto questo plot per tutta l’ora e trenta di show. Ovvero: postura autorevole alternata a momenti di pura (auto) ironia beffarda. D'altronde è tutto il progetto Offlaga che oscilla tra impasto politico e dissacrazione di questo. Gli scritti del suo leader sono ricordi, un po’ ingenui, un po’ sfottenti, un po’ nostalgici, di un periodo storico che non c’è più. L’apologia critica del Partito Comunista in Emilia colma di aneddoti, miti, considerazioni ed il tono di una lettera d’addio. A Roma il tour di “Bachelite”, secondo disco della band emiliana uscito neanche un mese fa, mostra la formazione più in forma dell’indie italiano. Dell’album del 2008 gli Offlaga eseguono la totalità dei pezzi. Dal primo all’ultimo in ordine. Da “Superchiome” a “Venti minuti”. La resa live non è mai facile per la natura di “reading elettronico” qual è quella di Collini & Co. Ma, non c’è nulla da fare, quei testi, quelle storie (dalla Golf scassata con l’adesivo di Lula al chirocefalo del Lago di Pilato; dai salti di Yashenko all’amore “strano” tra la Mambro e Fioravanti; dalla scontrosa “Superchiome” alla randagia Barbara) entrano, fortissimamente, nella testa dello spettatore del Circolo e lo conducono nel mondo del passato di Max. Uno sbirciare nel suo diario, insomma. Collini, come già detto, sta aggrappato al microfono e al suo leggio con certe posture ieratiche che ricordano lo Ian Curtis meno tarantolato. Ai suoi lati il duo Fontanelli-Carretti che si divide tra chitarre, basso, tastiera, sintetizzatore Moog, basi elettroniche e l’effetto è di quelli che si aspettava. Il recitato mono-tono ma intenso di Max viene pennellato di colorazioni fascinose e metropolitane, quasi post-rock, a tratti. Tra i momenti più intensi, senz’altro, la “Venti minuti” dedicata al difficile rapporto col padre e la cavalcata tutta loop di “Onomastica” (con Collini che stringe tra le mani l’elenco telefonico di Reggio Emilia). La band insomma conferma quanto di buono era stato fatto con “Socialismo Tascabile”, disco memorabile del 2005, ricordato nell’occasione con la coda del concerto formata dal tris trionfale: “Kappler” (con il “Suo figlio, signora, ha la faccia come il culo” strillato a squarciagola dal pubblico), “Robespierre” e “Tono metallico standard”. Ma anche da “Enver” e “Tatranky” (durante la quale Max mostra al pubblico i 33 giri anni ‘80 costretto ad ascoltare nella grigia discoteca di Praga ed il pacchetto di wafer ceco che in realtà è marchiato Danone). Gli Offlaga Disco Pax sono la letteratura che incontra il rock, il ricordo che s’allaccia al presente, la politica a braccetto con i live club. Impedibile.
A cura di Riccardo Marra |
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SCALETTA |
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GALLERY |

(foto a cura di Carlotta Olivetto) |
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