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Come comportarsi con una donna paralitica e con una donna senza utero? Si possono amare? Se un essere umano non può dare piacere sessuale, perde ogni attrattiva, non ha più alcun valore? Storia di due fratelli e del loro rapporto col sesso: chi ne fatto quasi la ragione della sua vita, chi lo ha quasi ignorato. Il cinema tedesco, da qualche anno, si sta rivelando uno dei più vitali e intraprendenti. Conferma di questa realtà è il regista Oskar Roehler, noto per "Hannah Flanders", toccante storia di una madre indegna. Ispirandosi all'omonimo libro dello spregiudicato e discusso (per il suo estremismo politico ed erotico) scrittore francese Michel Houllebecq (per alcuni il più vivo ed interessante autore contemporaneo, per altri un romanziere di nessun valore), Roehler crea un film a volte ironico, a volte grottesco ma sempre duro profondo inquietante, che invita alla riflessione e alla polemica, e che ha diviso nettamente i critici (chi, come "Il Giornale" lo ha trovato noioso; chi, come "Il Mattino" ha gridato al capolavoro). Scrittore e regista sono accomunati dal dolore (Houellebecq fu abbandonato dalla madre, quella di Roehler s'è suicidata): un loro incontro era nel destino. Il tedesco semplifica l'intreccio narrativo del libro, ne smussa (in parte) le asperità sadico-erotiche, sfronda di molto le tematiche filosofiche e scientifiche ma ne mantiene lo spirito, il tema di fondo: attraverso le angosce esistenziali di chi non ha avuto una vera infanzia, un ritratto al vetriolo di una società che non accetta i "perdenti", di un Occidente che vede sempre più la caduta dei suoi valori. Alcune tesi difficilmente accettabili (il Sessantotto visto in chiave interamente negativa), i troppi flashback e il finale a suo modo ottimista (ma cinismo, disillusione, fatalismo... ricompaiono nella didascalia finale) stemperano un po' la tensione e crudezza dell'opera, che rimane comunque coraggiosa spiazzante e intensa, meritevole di essere vista e discussa. Eccezionali i quattro protagonisti, applausi a scena aperta per Moritz Bleibtreu (miglior attore al festival di Berlino 2006).
ANNO: 2005 PAESE: Germania REGIA: Oskar Roehler CAST: Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente, Nina Hoss, Uwe Ochsenknecht, Corinna Harfouch, Jasmin Tabatabai TITOLO ORIGINALE: Elementarteilchen
A cura di Leo Pellegrini
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