Home · Redazione · Contatti · Links · MP3 · L'alternativo è tuo papà · Copyright & Disclaimer Venerdì, 03 Settembre 2010

|  NEWS · GALLERY · ZOOM · SPECIALI · INTERVISTE  |  DISCHI · DATABASE ARTISTI · TALENT SCOUT · LIVE REPORTS  |  VISIONI  |
Ricerca articoli

News
Nuove uscite: Neil Young
Stereolab in arrivo
Carl Barat nei negozi
Nirvana in studio
Paul Smith solista
Beck al lavoro
dEUS in concerto
Soundgarden live
Biopic su Jerry Garcia
Biopic su Janis Joplin
MP3
S. Carey
In The Dirt

Foto Random

Pearl Jam - 15/08/2009 - Berlino - Kindl-Buehne Wuhlheide
Newsletter on
Partners
Blow-Up
L’occhio umano è una grande, (im)perfetta macchina fotografica, lo hanno dimostrato Powell, Hitchock, Kubrick e tanti altri grandi autori dell’arte cinematografica. Blow-up – la cui traduzione italiana indica la particolare tecnica dell’ingrandimento fotografico – parte proprio da questa constatazione, un occhio, certamente orwelliano e voyeur, che può essere corretto, regolato e ingannato da fattori esterni; un film sulla comunicazione divenuta incomunicabile, finta e sintetica. Antonioni (alla sua prima prova internazionale), ispirandosi ad un racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, racconta una Londra caotica, dominata da gesti e colori, una città allucinata in fase di trasformazione, dove nessuno ha tempo per nessuno, neppure per sé stesso. Il protagonista del film (David Hemmings) è un fotografo affermato che intervalla a soggetti femminili, straccioni e pezzenti, contrapponendo una natura (non chiamiamola realtà) che può essere leggiadra ed avvenente e allo stesso tempo sporca e sudicia. Durante una delle tante battute di caccia “dell’oggetto”, Thomas immortala una coppia galeotta in tenero atteggiamento. Né lui, né lo spettatore e neppure quel prolungamento meccanico rappresentato dall’obbiettivo comprendo quello che sta “realmente” accadendo: un omicidio. Il fotografo – metafora stessa del regista – sa che è successo qualcosa ma non sa spiegarselo né tanto mento riesce a spiegarlo all’ambiente circostante, drogato e indaffarato dai troppi impegni mondani. Una mondanità capace di paralizzare, e perché no incuriosire, lo stesso fotografo, come Pinocchio nel paese dei balocchi. Scatti e flash, ritratti, senza nome, senza senso. Spazi bianchi che vanno riempiti, didascalie che vanno scritte, ma da chi, e soprattutto in che modo? L’epilogo dell’intera vicenda ci insegnerà che non sempre ciò che sembra è. L’immaginazione, il più grande tra i ritocchi della verità, con un sorriso gioioso reclamerà la sua vittoria nella famosa partita a tennis senza racchette né palle, fatta di rumori inesistenti e traiettorie false, con il sudore, unica testimonianza di un’emozione reale.

Nota 1: vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes, il film ha anche ottenuto tre nominations all'Oscar per la migliore regia, la migliore sceneggiatura e il miglior soggetto.

Nota 2: fondamentale la collaborazione di Carlo Di Palma che né curò la fotografia.

Nota 3: presentata con lo spauracchio della censura, la pellicola non appena presentata in Italia fu sequestrata, salvo poi ritornare nelle sale dopo pochissimo tempo.

ANNO: 1966
PAESE: U.K. / Italia
REGIA: Michelangelo Antonioni
CAST: David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Peter Bowles


A cura di Vittorio Bertone

Spot
Interviste
ZEN CIRCUS
Zen Circus
THE NIRO
The Niro
PORT-ROYAL
Port-Royal
GIARDINI DI MIRò
Giardini Di Mirò
MOTEL CONNECTION
Motel Connection
Talent Scout

Io Ho Sempre Voglia
Io Ho Sempre Voglia
"Il Cibicida" © 2002-2010
Rock Addicted Since 2002 | Webzine Indipendente
www.ilcibicida.com