"Se dal corpo del film togli i blocchi del Presidente, strutturalmente non succede nulla. Sarebbe semplicemente un altro film, migliore, da tre stelle. Così è da due". Così scrive Pino Farinotti: concordo in pieno. Il Caimano non è un film politico, non è la denuncia dell'Italia odierna. E' semplicemente il ritratto di un uomo che vede il disfacimento del suo lavoro e della sua situazione familiare. La crisi della cinematografia nostrana e la crisi di un rapporto coniugale sono i temi fondamentali di questo film: "il tema Berlusconi" è malamente inserito, superfluo, retorico... e sa tanto di operazione furba per far parlare la stampa e le varie televisioni (...e infatti i cinema sono strapieni). Colpevole dell'equivoco, va subito detto, è lo stesso Moretti che in una intervista ebbe a dichiarare: “Sarà un film nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile, come all'epoca fu, ad esempio, ‘Le mani sulla città’ di Francesco Rosi. Ma la mia ambizione non è quella di realizzare un film per far cambiare idea agli elettori di Berlusconi, né per rassicurare un certo tipo di pubblico di sinistra nelle proprie certezze. Sia come regista, sia come spettatore, infatti, non amo i film di questo tipo. Al contrario spero che Il Caimano possa semplicemente suscitare dei dubbi”. Ebbene, tutto questo nel film non c'è. Si pensi al recente "The Weather Man": qui la crisi familiare e psicologica del protagonista è un tutt’uno coll'amaro ritratto di una società proiettata unicamente verso il successo individuale. Sconsolante disegno di un'America che si rispecchia in un dramma personale. Il che non accade nel film di Moretti. Quanto accade al protagonista non ha alcun rapporto con l'attuale condizione italiana: i suoi sono problemi quotidiani di qualsiasi epoca e luogo. L'"impegno civile" appare negli ultimi dieci minuti. Berlusconi, visto come un eroe degno di una tragedia di Sofocle o di Shakespeare, viene condannato. Dieci minuti di grandissimo cinema ma che col resto del film costituiscono un corpo estraneo. Da applaudire incondizionatamente Silvio Orlando: una delle migliori performance attoriali di questa stagione. Eccezionale come sempre Margherita Buy (ma il suo personaggio non ha molto rilievo e alcune scene sembrano inserite appositamente per farla vedere sullo schermo).
ANNO: 2006 PAESE: Italia REGIA: Nanni Moretti CAST: Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido, Giuliano Montaldo, Antonio Luigi Grimaldi, Paolo Sorrentino
A cura di Leo Pellegrini
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