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Marlene Kuntz - 03/09/2005 - Comiso (Rg) - Cortile Fondazione Bufalino
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Shrinebuilder - Shrinebuilder
Un semplice ed innocente colpo d'occhio alla line-up, materia prima che informa l'anima di Shrinebuilder, fa venire un violento capogiro: Scott Kelly dei Neurosis; Wino Weinrich di Saint Vitus, Obsessed, The Hidden Hand e Spirit Caravan; Al Cisneros degli Om ed ex-Sleep; Dale Crover dei Melvins. Punto. Rialziamoci dalla sedia. Schiaffeggiamoci il volto per tornare nel mondo reale. Anche se, in effetti, i nomi coinvolti nel progetto sono ben noti da più di un anno, vederli e sentirli suonare tutti assieme ha le sue dannate controindicazioni. Avendo familiarità coi curricula artistici dei quattro sarà piuttosto semplice, per chi già li conosce, evincere in via preventiva in cosa ci si imbatterà in questo album d'esordio. Cinque imponenti composizioni che non rifuggono il corredo genetico dei nostri, anzi, lo potenziano in una miscela a tratti austera, in altri sulfurea. Bilanciando con buona precisione la possanza con una vena melodica attinente al genere, Shrinebuilder si dimostra creatura gigantesca, come un enorme mammifero primordiale dall'ampia coda pronta a sferrare colpi senza alcuna pietà. Forte l'influenza dei progetti di Weinrich, soprattutto nel rifferama slabbrato e stoner/doom di pezzi quali Solar Benediction e The Architect, così come la presenza di Al Cisneros conduce le salmodianti melodie e i giri ipnotici degli Om fin dentro Pyramid Of The Moon e Science Of Anger. I più distanti tra le ascendenze, nel pacchetto di nomi, sono i Neurosis. Shrinebuilder ha un che di arcano ed oscuro, e non soltanto per la piramide pervasa dal fulgore del cielo, e che a questo anela, che si staglia enfatica in copertina (opera di Josh Graham di Neurosis e A Storm Of Light, tanto per non farsi mancare nulla). E' una pulsazione intima che si espande nelle fibre dei brani, nel loro lento svolgersi, nelle aperture psych che bardano alcune sezioni strumentali, senza però mai scaturire in marcio narcisismo: le evanescenze di “Pyramid Of The Moon” sono assolutamente immaginifiche; il finale di “Solar Benediction” è escapista e punta il cosmo per percorrerlo. In tutto ciò spira vorticoso l'immortale spirito dei Black Sabbath, e sarebbe assurdo se fosse altrimenti. “Shrinebuilder” non è quindi il divertissement di quattro musicisti “arrivati”, il passatempo di mestieranti che tentano di batter cassa facendo leva sul fascino che le loro figure esercitano sugli aficionados delle rispettive band-madri. “Shrinebuilder” è un'opera solida, un monolite sonoro che squarcia la terra e domina l'orizzonte. Tutt'altro che un side-project di lusso.

(2009, Neurot)

01 Blind For All To See
02 Pyramid Of The Moon
03 Solar Benediction
04 The Architect
05 Science Of Anger

A cura di Marco Giarratana

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