 |
Login |
 |
 |
Ricerca articoli |
 |
 |
L'alternativo è tuo papà |
 |
 |
MP3 |
 |
 |
Talent Scout |
 |
 |
 Mangia Margot Maddalena, Maria
|
 |
 |
 |
 |
 |
Foto Random |
 |
 |
Sostieni Il Cibicida |
 |
|
 |
American Dreamz |
 |
 |
L'American Dream continua ad avere i suoi sostenitori al cinema (basti pensare ai recenti "Siamo tutti in ballo", "Ti va di ballare?", "L'ultima vacanza"). Da tempo però Hollywood tende a sottolinearne la crisi. Numerosi sono gli esempi: "Bubble", "The Weather Man", "The Door In The Floor", "A History Of Violence", "Broken Flowers"... Paul Weitz si allinea alla seconda tendenza ma in chiave comica e paradossale. Partendo dalla consapevolezza che solo la televisione ha il potere di prendere una persona qualsiasi e farne immediatamente una star (fenomeno "vecchio" negli USA, relativamente recente in Italia) ecco la presa in giro del mondo del "tutto e subito" e della cultura "usa e getta": una realtà dove il talento è un optional completamente irrilevante e la fama è bella e pronta per tutti coloro che sono disposti a fare qualsiasi cosa per raggiungerla. Una realtà dove tutti sono ossessionati dalla celebrità istantanea e immediata. Presentato come "una grande satira al limite del buffonesco, che, però, ha dei risvolti politici forti", American Dreamz fallisce lo scopo. Gli innumerevoli personaggi, ognuno dei quali fa di tutto per ottenere ciò che vuole (tutti consumati da un sogno, nel bene e nel male), scadono spesso nel caricaturale più che nell'ironico, la farsa prevale sull'humour: presentati in maniera da renderli talmente improbabili che è difficile riconoscersi in essi (e quindi perde consistenza la carica critica). Nuocciono le continue gag messe una in fila all'altra (senza originalità alcuna) e l'eccessiva frammentazione delle varie storie parallele. Da sottolineare che i continui riferimenti ai veri reality statunitensi rendono il film meno interessante a un pubblico non americano. Per quanto riguarda il cast, Hugh Grant appare completamente a suo agio nella parte del cinico opportunista (che ormai sembra la sua specialità). Brava e convincente Mandy Moore, talentuosa attrice-cantante. Ma perché affidare ruoli insulsi e miseri a delle attrici bravissime come Marcia Gay Harden (premio Oscar per "Pollock") e Shohreh Aghdashloo (nomination per "La casa di sabbia e nebbia")? Perché ridicolizzare un ottimo attore come Willem Dafoe? Rimangono come note positive i titoli di testa (spiritosi e originali) e gli indizi di speranza che giungono, nel finale, da una più profonda sensibilità del Presidente conscio delle proprie debolezze e di quelle del Paese (rivelatrice la sua considerazione "Credo che stiamo tutti cercando delle soluzioni a questi problemi, ma forse non ce ne sono. Forse, abbiamo bisogno di sapere come tenerli a bada. Forse sarà una di quelle cose in cui il problema deve essere contenuto invece che risolto").
ANNO: 2006 PAESE: U.S.A. REGIA: Paul Weitz CAST: Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe, Chris Klein, Judy Greer
A cura di Leo Pellegrini
|
 |
 |
 |
 |
 |
Commenti |
 |
 |
Non sono stati scritti commenti
|
 |
 |
 |
 |
 |
Scrivi commento |
 |
 |
Prego Loggati per scrivere un commento
|
 |
 |
 |
 |
 |
Voti |
 |
 |
Spot |
 |
|
 |
Interviste |
 |
 |
News |
 |
 |
Visioni |
 |
 |
Partners |
 |
|