
DATA DI NASCITA - 10/06/1922 CITTA' - Grand Rapids, Michigan (U.S.A.)
E' stata sicuramente "la più intensa delle attrici musicali (e non solo), indimenticabile artista di talento e votata alla perfezione" (Oppicelli-Bertieri). Nel 1934, durante una tournée teatrale a Chicago assieme alle sorelle, decide di cambiare il suo nome (Frances Ethel Gumm) in Judy Garland. Nel 1939 la MGM non riesce ad ottenere Shirley Temple dalla 20th Century Fox per girare "Il Mago di Oz": decide allora di rischiare su una ragazzina semisconosciuta... il resto è storia. Il Mago di Oz è uno dei più celebri film della Mecca del cinema, girato in bianco/nero per la parte reale e a colori (splendidi!) per quella fantastica. Judy consegue un premio Oscar speciale per la sua interpretazione. La canzone principale del film ("Over the Rainbow") è stata considerata la miglior colonna sonora del cinema americano: risultato della classifica della AFI (American Film Institute), stilata in base alle preferenze di 1500 attori registi sceneggiatori e critici. "Over the rainbow" è famosa anche perché è l'inno semiufficiale delle Gay Pride March (Judy Garland fu seppellita lo stesso giorno in cui a New York scoppiava la rivolta dello Stonewall, il ritrovo gay più in di Manhattan, contro le irruzioni della polizia). Nell'aprile 2005, un anonimo ha acquistato l'abito a quadretti bianchi e azzurri indossato da Judy nel film per 220.000 euro durante un'asta da Bonhams a Londra (il vestito, che è uno dei più riconoscibili della storia del cinema, ha quadruplicato la base d'asta). Da ricordare inoltre che la battuta pronunciata dalla Garland al suo cagnolino poco dopo essere approdata nel magico regno al centro del film ("Toto, credo che non siamo più in Kansas") è al quarto posto nella classifica degli slogan più amati stilata dall'AFI, e che nell'agosto del 2005 da un museo del Minnesota sono state rubate le magiche scarpette rosse che Judy calzava nel film (erano assicurate per un milione di dollari). Tra la fine degli anni ‘30 e l'inizio dei ‘40 forma una straordinaria, irresistibile coppia con Mickey Rooney. Nel 1942 recita per la prima volta con Gene Kelly (For me and my gal). Nel 1944 sul set di Meet me in Saint-Louis incontra e sposa il regista Vincente Minnelli (dalla loro unione, durata sei anni, nascerà nel 1946 Liza) ed è nominata "money making star" (cioè una delle dive che fa più cassetta). Nel 1948 gira The Pirate, capolavoro di finezza comica e di costante ritmo. Un film mirabile per l'ammirevole compostezza delle danze, l'impiego sicuro delle masse, la direzione degli attori. Gene Kelly è al massimo per originalità e padronanza ballettistica, Judy tocca uno dei punti più alti della sua prestigiosa carriera per presenza scenica e vocale. A Judy Garland la vita privata e quella professionale riservano però ormai non solo successi ma anche giorni di intensa depressione e disperazione. Per poter sostenere i pressanti ritmi di lavoro che gli Studios le impongono, ormai da tempo fa uso di pillole stimolanti e barbiturici. Per quattro anni non è più in grado di recitare. Nel 1954 gira E' nata una stella. Il film costituisce, si può dire, il suo testamento artistico: conferma di essere sicuramente la più grande stella femminile che Hollywood abbia prodotto nel campo dei musical, ma rivela anche di essere un'ottima attrice drammatica (Frank Sinatra disse: "The rest of us will be forgotten, never Judy" e Tony Bennett: "Judy was the star of the century"). L'intero film è centrato su di lei (e infatti il ruolo di co-protagonista era stato rifiutato da Cary Grant e Humphrey Bogart vista la preminenza del ruolo femminile). Il film è certamente una pietra miliare dell'arte ineguagliabile di questa attrice tanto ammirata, tanto sfruttata, tanto sofferente. Nel ‘55 tutti si aspettano che sia premiata con l'Oscar e la stessa Judy che si trovava in quei giorni in ospedale è sicura della vittoria. Non si riprenderà facilmente dalla delusione. Quando si sa che non ha vinto gran parte degli ospiti presenti alla cerimonia si alzano per protesta contro le decisioni della giuria e abbandonano il teatro. Fra i tanti amici che le sono solidali, Groucho Marx le manda un telegramma nel quale parla di una "autentica rapina". Vincitori e vinti del 1961 è un'ulteriore prova del suo eccezionale talento. Grande film, grande regia, cast stellare con performance che resteranno per sempre nella storia di Hollywood (la critica è concorde nel dire che Judy Garland e Montgomery Clift offrono una prestazione indimenticabile e da studiare in tutte le scuole di recitazione). Tristissima la sua morte avvenuta a soli 47 anni, per sbaglio o, più probabilmente, per scelta, ufficialmente provocata da un errore di dosaggio di psicofarmaci. Durante il suo funerale, a Manhattan, ventiduemila persone sfilano davanti alla sua bara per un ultimo saluto. Nella sua città natale viene realizzato in sua memoria, nei luoghi dove aveva vissuto, il “Judy Garland Museum”. A giugno le Poste americane le dedicheranno un francobollo.
FILMOGRAFIA ESSENZIALE:
1939 – "Il Mago di Oz" 1939 – "Ragazzi attori" 1940 – "Musica indiavolata" 1941 – "I ragazzi di Broadway" 1941 – "Le fanciulle delle follie" 1942 – "For me and my gal" 1944 – "Incontriamoci a Saint Louis" 1945 – "Ora di New York" 1946 – "Le ragazze di Harvey" 1947 – "Il pirata" 1948 – "Ti amavo senza saperlo" 1949 – "Fidanzati sconosciuti" 1950 – "L'allegra fattoria" 1954 – "E' nata una stella" 1961 – "Vincitori e vinti" 1963 – "Gli esclusi"
A cura di Leo Pellegrini
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