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A Perfect Circle – Mer De Noms

E’ più che lecito attendersi, da una band che nasce e si sviluppa come mero side-project, un lavoro che prenda in qualche modo spunto dalle pregresse esperienze dei membri della line-up; ed è quindi facilmente spiegato, in queste poche e semplici (banali dirà qualcuno) parole, il valore e l’indole di questo Mer De Noms, esordio discografico degli A Perfect Circle. Ed infatti, gli anni passati dal fondatore Billy Howerdel (chitarra) alle “dipendenze” di gruppi dallo spessore assoluto come Nine Inch Nails e Smashing Pumpkins si fanno sentire eccome. Sarebbe, pertanto, ancora più ovvio pensare a “Mer De Noms” come ad un lavoro targato Tool, considerando l’ingombrante e carismatica presenza del vocalist Maynard James Keenan; ma è proprio qui che il teorema sopraccitato stecca. “Mer De Noms”, al di là di alcuni sporadici e probabilmente “involontari” momenti, non suona praticamente mai come la band del buon Maynard, anzi, i punti di incontro sono davvero pochi, a partire dalla prestazione vocale di Keenan, qui melodica e modulata come mai prima. Mer de noms = Mare di nomi. Il titolo dell’album prende spunto dal filo conduttore che percorre la maggior parte dei brani, che hanno come pseudonimo nomi propri di persona: c’è Magdalena, simbolo della prostituzione per antonomasia, pezzo roboante che unisce un testo dalla forte carica sessuale a riferimenti biblici e sacri, quasi a voler sottolineare con fermezza la sacralità dell’amore cantato da Maynard; c’èJudith, primo singolo estratto (accompagnato da un videoclip superbo) e con ogni probabilità picco qualitativo dell’intero lavoro, orecchiabile nel refrain e potente al punto giusto, con le sferzate di sei corde di Howerdel ad accompagnarsi alla perfezione ad una sezione ritmica di tutto rispetto, affidata ad un Josh Freese (batteria) in forma smagliante. Ma ci sono anche Rose,OrestesThomasBrena e la stupenda strumentale Renholder, a stilare un vero e proprio “appello” scandito dalla voce di Keenan. I brani non citati, gli “innominati” per intenderci, non sfigurano al cospetto del resto della “classe”: nell’opener The Hollow sono già forti quei riferimenti al sesso ed al desiderio che pervadono tutto l’album in generale, e la voce disperata di Keenan ci mostra l’inderogabilità di tale desiderio; la dolcissima ballata 3 Libras, interrotta soltanto da un pulsante giro di chitarra che si ripete a tratti durante la canzone, e la “reznoriana” Thinking Of You, che già dal titolo ricorda il tema ricorrente dell’album, quella ossessione quasi maniacale verso l’altro sesso. La chiusura è affidata ad Over, brano che suona quasi come una poesia recitata da Keenan e magistralmente musicata al piano. E non sembri azzardato il termine poesia accostato ad una band di siffatta natura, perché la facilità d’ascolto e la contemporanea complessità strutturale di “Mer De Noms” hanno poco da invidiare al dolce suono di una terzina in rima.

(2000, Virgin)

01 The hollow
02 Magdalena
03 Rose
04 Judith
05 Orestes
06 3 libras
07 Sleeping beauty
08 Thomas
09 Renholder
10 Thinking of you
11 Brena
12 Over

A cura di Emanuele Brunetto

CATEGORIA: RECENSIONI

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