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Alice Boman – Dream On

Alice Boman ha 32 anni, è svedese di Malmö, è all’esordio su long play ma non è una novellina. Dal 2013 ha fatto del DIY un credo, rilasciando una lunga serie di singoli ed EP che le sono valsi, come di consueto accade in certi casi, la classica fama che in qualche modo precede il nome. E così, ne sono passati di palchi sotto i suoi piedi – e recensioni, segnalazioni, partecipazioni alle colonne sonore di serie televisive di successo. Ma si è dovuta attendere l’alba del 2020 per godersi l’alba del primo disco, il valevole Dream On.

Il grande pregio della cantautrice è la semplicità, la limpidezza di canto e scrittura. Tutte e dieci le canzoni sono – appunto – canzoni, con una struttura dichiarata e un gusto per l’arrangiamento piuttosto minimale. La voce non ha niente di sconvolgente, memorabile o unico: ma sono proprio questi gli elementi vincenti dell’opera. Laddove tali segnalazioni potrebbero tradire mediocrità, qui conferiscono invece carattere e purezza al complesso, che suona semplicemente privo di luci e di strass poco utili alla causa.

Il tono generale è dimesso, tristo, melanconico anche nel guizzo più ritmato (Don’t Forget About Me). Molto belle Wish We Had More Time, The More I Cry, Everybody Hurts e la finalissima Mississipi, per un’inedita accoppiata ugola e chitarra. Ma sono – bene ripetere – solo parti di un insieme che funziona perché insieme: solido, coeso, sicuro forse al punto di una safe zone. La Boman non si prende alcun rischio che non sia quello di essere fedele a se stessa, vincendo la partita del battesimo nel campionato dei grandi. Magari non brucerà come Giovanna d’Arco, ma a volte bastano anche la luna e i falò.

(2020, PIAS)

01 Wish We Had More Time
02 Heart On Fire
03 The More I Cry
04 Who Knows
05 Don’t Forget About Me
06 Everybody Hurts
07 Hold On
08 It’s OK, It’s Alright
09 This Is Where It Ends
10 Mississippi

IN BREVE: 3/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.