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Another Sky – I Slept On The Floor

Impossibile non pensare quanto gli Another Skyabbiano potuto soffrire il blocco estivo, globale, dei festival. Praticamente perfetti per ogni slot. Giovani, bravi, sofisticati, energici, fortemente contraddistinti dal carattere canoro e dalle liriche della loro frontgirl. E soprattutto all’esordio discografico, I Slept On The Floor. Impossibile non pensare – appunto – quanto le kermessepiù accorte avrebbero fatto a gara per inserirli in cartellone, da qualche parte: all’inizio, in mezzo, prossimi alla chiusura. Sarebbero stati bene ovunque. Questo succede coi bei dischi, con le formazioni immediatamente interessanti. Se anche la promessa non dovesse mantenersi in futuro, c’è tempo adesso per un bicchiere di vino buono.

In questo caso specifico la bottiglia è prodotta a Londra, da quattro elementi tra i quali spicca, come già accennato, Catrin Vincent. Tra le nuove voci più distintive che possiate ascoltare in giro: un timbro della sua generazione, fluido. Sia in termini di genere – e su questo tema, naturalmente, sta marciando numerosa la stampa specializzata – visto il colore abbastanza scuro, sia soprattutto per estensione e tonalità, ch’è poi quello che interessa a chi scrive di musica. Non è ingeneroso azzardar dire, in una situazione così proporzionata, che gli arrangiamenti “servano” (verbo tutt’altro che riduttivo) in maniera eccellente le manovre ben controllate della cantautrice, che restano più d’ogni altra cosa nelle orecchie.

Si sentono molte possibili influenze benigne, da St. Vincent a Perfume Genius, dalle Savages a Nico, da Anna Calvi a Mogwai, Arcade Fire, Radiohead, Talk Talk, U2. Chissa cos’è poi vero. Di certo ci sono alcune belle (bellissime) tracce come Fell In Love With The City, The Craks, Avalanche, All Ends – ma ancora più in generale dodici brani per un totale di quarantaquattro minuti di grande carattere, stile e impegno civico. Contrariamente all’esigenza insopportabile e costante di dover sempre trovare una next big thinggià matura e adulta, ci piacerebbe scommettere un nichelino sui margini di crescita di questo cielo, altro, che promette una stagione a grandi tinte. Con la speranza di non essere mai, come troppi colleghi planati in alto nel recente passato, semplicemente lo slot più affascinante di un mancato appuntamento estivo.

(2020, Fiction)

01 How Long?
02 Fell In Love With The City
03 Brave Face
04 Riverbed
05 The Cracks
06 I Slept On The Floor
07 Life Was Coming In Through The Blinds
08 Tree
09 Avalanche
10 Let Us Be Broken
11 All Ends
12 Only Rain

IN BREVE: 3,5/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.