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Appaloosa – Bab

bab

La ricetta dei livornesi Appaloosa è la stessa fin dagli esordi, fatta di un post rock mischiato a più elementi possibili. Nel passato della band tante vene funk, tanta psichedelia, un bel po’ di math. Con questo settimo lavoro l’impronta del precedente “Trance44” prende una piega definitivamente orientata all’industrial, scurissima e spesso metallica. C’è tanta elettronica e Trent Reznor che illumina il percorso, sfuriate ai limiti della techno e bassi profondi da far vibrare il midollo, frenesia e quiete da fine del mondo. In pratica, un inarrestabile cyber-carrarmato sonoro.

(2016, Black Candy)

01 Supermatteron
02 Longimanus
03 Halle 9000
04 Ketama Gold
05 Mulligan
06 Beef Man
07 Bab e Dany
08 Creepy
09 Jungla Shuba
10 Krypton 85
11 Imboschi

IN BREVE: 4/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.