Home RECENSIONI Big|Brave – A Gaze Among Them

Big|Brave – A Gaze Among Them

Con “Ardor”, nel 2017, i canadesi Big|Brave avevano compiuto un deciso passo nella direzione dei maestri Sunn O))), compagni d’etichetta e numi tutelari di un certo modo di intendere tutte le possibili declinazioni del rumore. Lì c’erano tre sole tracce, tre lunghissime e soffocanti suite che erano ben più di una dichiarazione d’intenti sulla strada intrapresa dal trio.

Ma i Big|Brave hanno dimostrato con i loro tre lavori in studio che star fermi a rimuginare sempre sulle stesse divagazioni sonore non fa per loro. Quello che sgorga dalla sala d’incisione in cui periodicamente si sotterrano è magma fluidissimo e incandescente che cola lento e abrasivo sulle sponde di un altissimo vulcano doom, prendendo a ogni fuoriuscita forme e sembianze diverse. Il quarto capitolo della loro discografia, terzo sotto l’ala protettrice della Southern Lord, si intitola A Gaze Among Them e, com’era prevedibile, è l’ennesimo rimpasto operato da Robin Wattie e soci sulla propria musica.

Le tre composizioni di “Ardor”, come s’è detto, pagavano ampiamente pegno agli insegnamenti di Greg Anderson e Stephen O’Malley, ma al loro interno facevano filtrare tanto post rock spettrale di scuola Godspeed You! Black Emperor e noise d’oltretomba in quota Swans. È da quelle parti che vira in maniera parecchio decisa “A Gaze Among Them”: del doom marcescente di “Ardor” qui restano quasi esclusivamente le ritmiche compassate, perché per il resto il disco va altrove, sfoltendo del tutto le vertigini drone in favore di una dimensione chiaramente più rock. Risultano emblematiche in tal senso tanto Muted Shifting Of Space che Holding Pattern, che rappresentano da sole la prima metà dell’album. I loop ossessivi, poi, sono il bagaglio che i Big|Brave hanno in comune tanto con Michael Gira quanto con i Sunn O))), e in quest’album basterebbe la sola chiusura affidata a Sibling a rendere il concetto.

La voce di Wattie, vero distinguo tra i Big|Brave e altre formazioni a loro assimilabili, segna qui il minutaggio maggiore della storia del gruppo, molto più variegata che in passato e spesso più vicina a un vero canto che al consueto lamento lontano. Forse affermare che i Big|Brave di “A Gaze Among Them” abbiano scelto di dedicarsi alle melodie sarebbe un tantino azzardato, ma è innegabile come con questo disco il trio canadese abbia alleggerito la propria monolitica proposta, regalandosi/ci aperture ariose che in passato sembrava impossibile poter ricevere da parte loro.

(2019, Southern Lord)

01 Muted Shifting Of Space
02 Holding Pattern
03 Body Individual
04 The Deafening Verity
05 Sibling

IN BREVE: 4/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.