Big Business – The Beast You Are

Se c’è una cosa che i Big Business hanno bene assimilato e alla fine imparato alla perfezione, nella lunga esperienza che li ha visti fianco a fianco con i maestri Melvins, è far sì che la loro musica possa essere al tempo stesso ferro e piuma. Nel senso che saper picchiare come i forsennati, perdersi nei meandri dello sludge e del doom, non vuol dire necessariamente dilatarsi all’infinito o sovrapporre strati su strati di parti strumentali.

Jared Warren e Coady Willis, che sono tornati a essere un duo ma in fondo lo sono sempre stati, con The Beast You Are segnano la sesta tacca di un percorso che ha preso in prestito tanto – ma solo il meglio – dai loro punti di riferimento, ma l’ha sfrondato dagli eccessi e dalle elucubrazioni caratteristiche di certe ramificazioni del settore. A dare una prima infarinatura di ciò che stiamo dicendo ci pensa il colpo d’occhio della tracklist, in cui compaiono ben tre intermezzi-legacci e solo due tracce che sforano di pochissimo i cinque minuti: roba che messa a confronto con le produzioni di ben più illustri colleghi rischierebbe di essere derubricata alla voce “eiaculatio precox”.

Perché, se è vero che a Warren e Willis piace molto giocare con le campanelle (vedi Under Everest, una perfetta chiusura posta invece un attimo prima) o magari lanciare piccoli sassi nel laghetto della sperimentazione (vedi i tribalismi di We Can Swarm, il secondo dei tre intermezzi, che chiudono gli accenni della precedente People Behave), è vero anche che la tendenza principale e pressoché unica va verso un sound secco, preciso ed essenziale.

Il riff granitico di Time And Heat è un’estrazione di molare senza anestesia, così come il doom primordiale di The Moor You Know rende bene il concetto sonoro dei Big Business, che mettono in mostra la loro parte più sregolata in Heal The Weak e Bright Grey (due assalti all’arma bianca dal piglio solo apparentemente estremo) e proprio all’inizio, con Abdominal Snowman, tirano fuori un po’ di quella sporcizia grunge che vuoi o non vuoi, se sei di Seattle e suoni una chitarra, hai necessariamente appiccicata addosso.

Alla luce del buon lavoro svolto con questo “The Beast You Are” risulta chiaro come la dimensione dei Big Business debba essere questa, senza interventi di altri chitarristi (più di qualcuno s’è assecondato accanto al duo nel corso degli anni), senza sovraincisioni, in pratica senza le caratteristiche standard che gli sarebbero richieste dai puristi del genere. Perché i Big Business puri non sono e non hanno affatto bisogno di diventarlo.

(2019, Joyful Noise)

01 Abdominal Snowman
02 Heal The Weak
03 Complacency Is Killing You
04 Bright Grey
05 Time And Heat
06 The Moor You Know
07 People Behave
08 We Can Swarm
09 El Pollo
10 We’ll Take The Good Package
11 Last Family
12 Under Everest
13 Let Them Grind

IN BREVE: 3,5/5