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Black Keys – El Camino

Esistesse davvero un mondo migliore, la musica bei Black Keys rimbomberebbe negli interfoni delle città ne siamo certi. Rock ‘n’ roll coinvolgente, suoni pulitissimissimi, melodia servita su piatto d’oro, un modo di rollare che riporta alla mente quando gli zii di questi facevano certe cose nei decenni che iniziavano per 6 e 7. Però, non ci troviamo in un mondo ideale e fuori dalle finestre c’è qualcosa di un tantino più impolverato e complesso, con un’umanità che si muove imprevedibile e delirante. E’ per questo che, ascoltando El Camino, il nuovo disco del duo Daniel Auerbach e Patrick Carney, si ha come la sensazione di stare a rimirare la chitarra di Jimi Hendrix o le bacchette di Keith Moon appese sulle pareti dell’Hard Rock Cafè, in mezzo a tazze, t-shirt, hamburger e camerieri finti divertiti. Giusto per chiarire, non c’è nulla che non va in questo disco, ci sono pezzi rockati, vedi Hell Of A Season, roba folk arcano come Little Black Submarines (comunque il pezzo migliore del disco), blues amplificati vedi Gold On The Ceiling, c’è insomma una gamma di sicuri successi radiofonici e cinematografici (signori registi, se state girando un road movie, venite a pescare qui). Manca però ciò di cui ha più bisogno il vero amante della musica quando compra un disco e lo fa suo nella sua stanzetta: la sensazione dell’evento unico, irripetibile, emotivamente appagante. In una parola “voglia”. Voglia da parte di un gruppo di lasciare, con un disco, un segno nella storia del rock, ma magari semplicemente nella storia personale di un solo ascoltatore. Perché se nei ‘90 i diversi generi che rilessero i Giganti, lo fecero scaricandogli dentro tutto il disincanto del tempo, nei 2000s ancora nessuno ha avuto il coraggio di interiorizzare… solo poster ben appiccicati e lucidi, solo spartiti insopportabilmente fedeli, solo canzoni praticamente da manuale, fastidiosamente da manuale. Ci ripetiamo, esistesse davvero un mondo dai colori accesi e dalle problematiche da film tv, questo sarebbe un disco generazionale. Per (s)fortuna ci ritroviamo immersi in un nuovo millennio caotico e delirante, un globo in cui “El Camino”, al massimo, potrebbe far apparizione nello shuffle di qualche I-Phone, facendo battere il piedino al ragazzo di turno, impegnato a scegliere i suoi preservativi preferiti al supermercato.

(2011, Nonesuch)

01 Lonely Boy
02 Dead And Gone
03 Gold On The Ceiling
04 Little Black Submarines
05 Money Maker
06 Run Right Back
07 Sister
08 Hell Of A Season
09 Stop Stop
10 Nova Baby
11 Mind Eraser

A cura di Riccardo Marra

CATEGORIA: RECENSIONI

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