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Bon Iver – For Emma, Forever Ago

For Emma, Forever Ago non è soltanto un album. Non è semplicemente l’esordio solista di Bon Iver, al secolo Justin Vernon. E’ piuttosto un diario, un autoritratto sbiadito, una istantanea in bianco e nero di una fetta importante della vita di un uomo che ha perso tutto: la donna amata, la sua band, gli amici che vi gravitavano intorno. E che, rinchiuso per quattro mesi in una baita innevata del Wisconsin, dà fondo al pozzo dei propri sentimenti, aprendosi in una immaginaria seduta psicanalitica in cui unico interlocutore è la sua fedele sei corde. Il risultato è un lavoro di una ricercatezza disarmante che, suonato ed inciso con apparecchiature tutt’altro che d’avanguardia, trasuda emozioni da tutti i pori. Pori dilatati al massimo e slabbrati dalla capacità di Vernon di rendersi anello di continuità di una tradizione folk – quella made in U.S.A. – che si affaccia al nuovo millennio più viva che mai. La voce (in)dolente e flebile di Vernon racconta del suo stato d’animo, della crisi umana ed artistica di un musicista alle prese con l’ardua missione/necessità di ritrovare se stesso. Ma la narrazione è tutto fuorché un requiem: non c’è vittimismo, non c’è rassegnazione, non c’è compassione. C’è presa di coscienza, di chi sa di dover trovare con le sole proprie forze la strada da seguire, uscendo dal torpore, ritrovando la luce. Ed è questo intuire/sperare “che le cose andranno meglio” il messaggio che prevale ascoltando l’album, nove tracce fatte di un songwriting psichedelico che su disco non perdono un grammo dell’intensità emotiva profusa da Vernon fra le pareti in legno e le vetrate appannate del suo rifugio invernale. La chitarra di Bon Iver, vera protagonista del lavoro, non passa in secondo piano neanche quando lievi accenni di batteria o sottilissimi inserti elettronici fanno capolino qua e là, colonna sonora del momento, dell’attimo nel senso più filosofico del termine, confidente ed amica ma allo stesso tempo cinica nel far riaffiorare i pensieri più contorti. Ed allora risulta persino superfluo citare questo o quel brano, i titoli sono un mero accidente. “For Emma, Forever Ago” è un album che va ascoltato nella sua interezza come fosse lo sfogo di un vecchio amico, compreso, assimilato, goduto, immedesimandosi empaticamente nel suo creatore.

Curiosità: 1) l’album era già stato pubblicato (autoprodotto) nel 2007, ma soltanto nel maggio 2008 è stato licenziato ufficialmente da una etichetta, la Jagjaguwar, rimasta estasiata dal lavoro e dalla sua buona popolarità nonostante fosse ancora poco più che un prodotto dell’underground; 2) lo pseudonimo Bon Iver altro non è che l’inglesizzazione del francese “bon hiver”, la cui traduzione italiana è “buon inverno”.

(2008, Jagjaguwar)

01 Flume
02 Lump Sum
03 Skinny Love
04 The Wolves (Act I And II)
05 Blindsided
06 Creature Fear
07 Team
08 For Emma
09 Re: Stacks

A cura di Emanuele Brunetto

CATEGORIA: RECENSIONI

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