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Brody Dalle – Diploid Love

diploidloveBrody Dalle ha da sempre dovuto fare i conti con etichette pesanti: clone (molto ben riuscito, a dire il vero) di Courtney Love, signora Armstrong prima e Homme dopo, e soprattutto eterna ex leader dei Distillers. Nulla di più sbagliato, perché già nel 2009 la rocker australiana aveva sfornato a nome Spinnerette un album eccellente, dove la rabbia grezza della sua precedente band era solo un lontano ricordo, facendo spazio ad un sound decisamente più ricercato.

La formula non cambia con il primo album solista della ragazza di Melbourne – l’ottimo e variegato Diploid Love – che conferma tutte le belle cose già ascoltate in Spinnerette, riassumibili nei tre punti di forza della Brody Dalle post Distillers: songwriting maturo e sempre all’altezza, una voce straordinaria ed i migliori arrangiamenti che si siano mai sentiti da tanto tempo a questa parte per un album pop rock. In tal senso avere un marito illustre non guasta, ma la bella Brody cammina con gambe proprie e lo dimostra con queste nove canzoni, mai banali e sempre oltre la sufficienza.

L’album inizia bene con Rat Race e Underworld, brani rabbiosi e veloci ma decisamente più sofisticati rispetto al passato punk dell’artista, con inaspettate sonorità tex mex . E’ però con le due successive canzoni che la Dalle cala gli assi vincenti, grazie a due ritornelli indimenticabili: la graffiante Don’t Mess With Me ha la furia dei tempi passati, mentre la struggente Dressed In Dreams è una ballad malinconica che conferma la bontà della svolta pop dell’australiana.

Il disco prosegue veloce, tirato e mai noioso: seppur non supportate da melodie altrettanto memorabili, Carry On, Blood In Gutters e Parties For Prostitutes fanno la loro onesta figura grazie al superlativo lavoro di produzione dell’album, ma c’è ancora spazio per due momenti di alto livello. Meet The Foetus / Oh The Joy – realizzata insieme a Shirley Manson dei Garbage ed Emily Kokal delle Warpaint – paga pesantemente dazio ai QOTSA (e non è certo un difetto), anche se a stupire maggiormente è la raffinatissima I Don’t Need Your Love, con la voce della signora Homme quasi irriconoscibile in un delicato falsetto.

“Diploid Love” è dunque un disco consigliatissimo, rock a 360° che ci consegna una solida certezza: Brody Dalle è un’artista ormai matura, lontana anni luce dai rigidi schemi punk dei quali era prigioniera ai tempi dei Distillers. Benvenuta tra i grandi.

(2014, Caroline)

01 Rat Race
02 Underworld
03 Don’t Mess With Me
04 Dressed In Dreams
05 Carry On
06 Meet The Foetus / Oh The Joy
07 I Don’t Need Your Love
08 Blood In Gutter
09 Parties For Prostitutes

IN BREVE: 4/5

Karol Firrincieli
Una malattia cronica chiamata britpop lo affligge dal lontano 1994 e non vuole guarire. Bassista fallito, ma per suonare da headliner a Glastonbury c'è tempo. Nell'attesa lavora come farmacista, quando può viaggia per il mondo verso mete ricercate e scrive con passione per Il Cibicida dal 2009.