Home RECENSIONI Calexico – The Thread That Keeps Us

Calexico – The Thread That Keeps Us

Muri, confini, sparate varie. Chi conosce i luoghi in cui Trump vorrebbe tirar su un’ulteriore barriera sa che non c’è muro che può distruggere ciò che la frontiera ha creato naturalmente: una cultura mista, di limiti oltrepassati, di mistioni linguistiche e culturali.

I Calexico non hanno bisogno di scrivere un disco per protestare contro le politiche di divisione, sono essi stessi (con la loro presenza) a essere un’evidente protesta. Nel loro nome, nella loro musica ibrida, nei paesaggi che sorvolano a volo aereo. La verità è che c’è un filo che unisce America e Messico, oggi più sottile e martoriato, certo, ma che non si romperà mai. The Thread That Keeps Us, il nono disco di Joey Burns e John Convertino, è stato registrato in una strana casa nel Nord della California, costruita con materiali di riciclo di un cantiere navale. Una sorta di nave fantasma che riporta in vita sbuffi, chiazze salmastre, conchiglie, odore di mare.

Le canzoni di questo disco raccontano storie: di amore, di solitudine, di geografie. E le musiche parlano di quanto i Calexico stiano, anno dopo anno, elaborando il proprio suono con bouquet di suoni sempre più vasti: elettronica, ballate, cumbia messicana, rock’n’roll energico. La geografia è lo stato d’animo di questo album: in End Of The World With You due amanti sfidano il deserto, lo attraversano per cercare la felicità, sfidano temperature torride, solitudine, carcasse di auto, animali pericolosi, sfidano la fine del mondo.

Ma poi giungono al mare che restituisce una speranza. Anche in Voices In The Field i luoghi sono stati d’animo: “Attraversando campi di fiori e fumo – canta Burns – lasciando indietro tutto ciò che abbiamo costruito”. In Dead In The Water un pioggia di tristezza macchia di terra i cofani delle automobili.

Thrown To The Wild, invece, è un notturno americano: pianoforte a gocce, chitarre crude, piatti vaporosi: “La casa sta aspettando come un bambino senza madre” dicono i Calexico. Un coro dipinge la silhouette di un abat-jour, un sassofono si fa strada in lontananza. E ci si rilassa al dondolare dei pensieri. Un privilegio assoluto, in tempi di muri, confini, sparate varie.

(2018, Anti-)

01 End Of The World With You
02 Voices In The Field
03 Bridge To Nowhere
04 Spinball
05 Under The Wheels
06 The Town & Miss Lorraine
07 Flores y Tamales
08 Another Space
09 Unconditional Waltz
10 Girl In The Forrest
11 Eyes Wide Awake
12 Dead In The Water
13 Shortboard
14 Thrown To The Wild
15 Music Box

IN BREVE: 4/5

Riccardo Marra
Giornalista e autore, scrive per RAI e Mucchio Selvaggio. Qualche volta anche speaker radiofonico e blogger. Fondatore de Il Cibicida.