Home RECENSIONI ITALIA Calibro 35 – S.P.A.C.E.

Calibro 35 – S.P.A.C.E.

spaceI Calibro 35 giungono al traguardo del quinto lavoro in studio con la necessità di dare una rinfrescata al proprio guardaroba, chiestagli da molti. Per evitare di rinchiudersi nelle atmosfere dei poliziotteschi anni ’70 che la loro musica ha contribuito a far rivalutare in modo massiccio, ma anche per dimostrare – se mai ve ne fosse stato bisogno – cos’altro hanno da dare musicisti dal curriculum lungo svariate pagine come quelli qui impegnati.

Non si sono fatti pregare ed ecco che S.P.A.C.E. cambia sensibilmente lo scenario di riferimento in cui s’innestano le composizioni della band, e con esso anche il loro approccio musicale. Come s’intuisce dal titolo stesso dell’album, la narrazione abbandona stavolta i saloon urbani per spostarsi oltre l’atmosfera, grazie all’aggiunta di un massiccio lavoro ai synth che contribuisce in modo determinante al lancio della navicella.

Gli inseguimenti sonici di casa Calibro 35 restano il perno centrale anche in “S.P.A.C.E.”, col singolo Bandits On Mars (da vedere il relativo video, opera del collettivo John Snellinber), la title track e Violent Venus sugli scudi, ma è altrove che l’album ha i suoi veri punti di forza: il sapore afro di Ungwana Bay Launch Complex, i giochi jazzati di Something Happened On Planet Earth e Across 111th Sun (qui la vena funky pulsa che è un piacere), soprattutto il noir di Universe Of 10 Dimensions e la ritmica ai confini della dubstep di A Future We Never Lived, vero unicum nella discografia della band e per questo graditissima sorpresa.

Come di consueto i fiati la fanno da padroni (la già citata title track ne è l’esempio più lampante), ma è tutto il disco a suonare vecchio e nuovo allo stesso tempo, con i Calibro 35 vittoriosi nel mantenere intatto il proprio stile senza ripetersi ulteriormente. Se in passato la band aveva preso spunto dal cinema per imbastire i propri lavori, stavolta la strada sembra esser stata percorsa in senso inverso, con la realizzazione ex ante della perfetta colonna sonora di una pellicola in cui Clint Eastwood e Darth Vader si lanciano occhiatacce, pistola e spada laser in bella vista.

(2015, Record Kicks)

01 74 Days After Landing
02 S.P.A.C.E.
03 Bandits On Mars
04 Brain Trap
05 Ungwana Bay Launch Complex
06 An Asteroid Called Death
07 Thrust Force
08 A Future We Never Lived
09 Universe Of 10 Dimensions
10 Across 111th Sun
11 Something Happened On Planet Earth
12 Violent Venus
13 Neptune
14 Serenade For A Satellite

IN BREVE: 4/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.