Home RECENSIONI Carla dal Forno – Look Up Sharp

Carla dal Forno – Look Up Sharp

Tre anni fa l’australiana Carla dal Forno esordiva con un disco, “You Know What It’s Like” (2016), che in mezz’ora scarsa diceva quello che nessun comunicato stampa avrebbe potuto dire meglio sull’autrice, sui suoi punti di riferimento artistici, sul modo stesso di approcciarsi alla composizione dei pezzi. Diceva che Carla si muove sinuosa come una novella Nico, tra conturbanti ed eteree inflessioni vocali e il buio fitto di una darkwave d’annata declinata al presente.

Fondata la sua etichetta personale, la Kallista Records, eccola nuovamente fuori con un lavoro lungo (dopo l’EP “The Garden” del 2017), Look Up Sharp, che riprende il discorso lì dov’era stato interrotto giocando sulle medesime fascinazioni che avevano reso l’opera prima della dal Forno una delle cose in prospettiva più interessanti di quell’annata. Quindi new wave intrisa di pece in quota Cocteau Twins (I’m Conscious), dream pop processato con macchinari vintage (No Trace) e lo spettro di Nico che aleggia ancora inquietante (So Much Better).

A intervallare i pezzi, una manciata di strumentali dal gusto dichiaratamente cinematografico, vedi soprattutto la cureiana Hype Sleep e gli archi decadenti di Heart Of Hearts, che sono il modo indiretto in cui Carla dal Forno prova a dirci di non essere solo una cantante o solo una cantautrice, ma anche e soprattutto una visionaria compositrice di musica. Strumentali che, al contempo, allungano una tracklist tolte le quali resta pochino per giustificare il lasso di tempo intercorso dal debutto ad oggi.

Forse è ancora un po’ presto per consentirle di entrare a far parte in pianta stabile di quel club delle dame nere in cui si muovono a loro agio, tra le altre, Marissa Nadler, Chelsea Wolfe o Julia Holter (giusto per tirare in ballo delle campionesse). Ma in Carla dal Forno le qualità ci sono tutte, così come la necessaria ispirazione di fondo: basterebbe un ulteriore, piccolo sforzo rivolto a dare maggiore sostanza agli album – più che ai singoli pezzi – per consentirle di iscrivere anche il suo nome tra quelli delle colleghe citate.

(2019, Kallista)

01 No Trace
02 Hype Sleep
03 So Much Better
04 Leaving For Japan
05 I’m Conscious
06 Don’t Follow Me
07 Heart Of Hearts
08 Took A Long Time
09 Creep Out Of Bed
10 Push Onabout

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.