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Coliseum – Anxiety’s Kiss

anxietyskissL’esordio omonimo dei Coliseum risale al 2003 per Level Plane, piccola ma agguerrita label americana. Il trio guidato da Ryan Patterson ha poi pubblicato “No Salvation” per Relapse, che a metà dello scorso decennio allungava le mani su tutta la roba intrigante del panorama metal-core-postqualcosa. Il passo successivo è stato atterrare su Temporary Residence e rilasciare due signori dischi, “House With A Curse” (2010) e “Sister Faith” (2013). Questa continua migrazione ha condotto i Coliseum fino alle porte della Deathwish Inc, l’etichetta di Jake Bannon dei Converge che mette il proprio marchio su Anxiety’s Kiss.

La band s’è data una bella ripulita, s’è scrollata di dosso un bel po’ di fango e il suo punk’n’roll innervato di stoner ha perso molto impatto. Mitigando la potenza, i Coliseum danno vita a un album con pochi sussulti. Il tocco post-punk un po’ Killing Joke (Wrong/Goodbye, Comedown), un po’ New Order (rimandi a “Blue Monday” in Sharp Fangs, Pale Flesh?) non genera grandi risultati. Quando provano a sguinzagliare l’irruenza, i nostri non assestano mai il colpo letale: Course Correction ha un bel riff portante ma non giunge mai al punto, Drums & Amplifiers ha un che di Stooges, è forse il pezzo più ignorante e divertente però niente di memorabile.

Ci sono tentativi di accessibilità melodica (We Are The Water, Dark Light Of Seduction), ma poco incisivi. Paradossalmente piace molto il crepuscolo nel deserto di Driver At Dusk, su cui si allunga l’ombra di Nick Cave.

Sarà per la produzione che imbavaglia la furia elettrica, sarà per un songwriting in fase di mutazione, il risultato è il disco più molle fin qui composto dai Coliseum. Vedremo come andranno le cose in futuro, per adesso monta una certa preoccupazione. Peccato.

(2015, Deathwish Inc)

01 We Are The Water
02 Course Correction
03 Wrong/Goodbye
04 Drums & Amplifiers
05 Dark Light Of Seduction
06 Sharp Fangs, Pale Flesh
07 Comedown
08 Sunlight In A Snowstorm
09 Driver At Dusk
10 Escape Yr Skull

IN BREVE: 2,5/5

Marco Giarratana
Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.