Diego Mancino – L’Evidenza

Immaginate di trovarvi all’interno di un caffè milanese, uno di quelli alla moda, sempre affollati, dove tutti parlano di tutto e con tutti. Immaginate che tutto ad un tratto il brusio circostante venga spezzato dalle morbide note di un pianoforte e da una voce calda che sussurra al microfono di romantiche storie d’amore e dell’incanto dei primi sguardi. Immaginate di fare un cenno al barman che ha appena riempito di whisky il vostro bicchiere e di chiedergli, con la massima discrezione, se quel tipo che sta cantando sia Diego Mancino. Risponderà di sì, e voi non farete altro che restare in silenzio ad ascoltare, continuando ad immaginare ad occhi aperti…

L’evidenza, secondo capitolo della discografia solista di Diego Mancino, è un lavoro di rara intensità, una raccolta di suoni colorati tenuta insieme da una colla “magica” che ha il profumo delle immagini e delle emozioni squisitamente personali di un artista, la cui forma canzone possiede indubbiamente un messaggio universale che piove letteralmente addosso all’ascoltatore, per poi non abbandonarlo più. D’altronde, l’incipit noir di cui sopra non nasce dal caso: è come se, brano dopo brano, si avverta l’esigenza di avvicinarsi a quel piano, a richiedere delle “parole” che non tarderanno ad arrivare. Un disco che abbraccia quarant’anni di pensiero musicale, dalla beatlesiana Satellite alla battistiana A parte te, dalla globiniana L’amore è freddo (il cui vertiginoso giro di basso riporta alla memoria la straordinaria colonna sonora di “Profondo Rosso”) alla tenchiana Soli non si è mai, passando attraverso quelle composizioni che di fatto fissano le coordinate base del Mancino-pensiero: a tal proposito, basti citare l’onirica Una torta in cielo o la frizzante Niente di meglio da fare. E poi c’è lei, Milano, teatro di amori disordinati e di mille rivoluzioni sentimentali, con i suoi palazzi, le sue strade, i suoi taxi. Alla fine della fiera, anche la città che accarezzi all’aeroporto e abbracci sul tram, vi sembrerà essere più vicina e meno impossibile, del resto – come scrive Mancino in Milano e l’impossibile – l’impossibile non c’è. Tra le migliori uscite del 2008.

(2008, Radiofandango / Edel)

01 Tutte le distanze
02 Le cose inutili
03 L’evidenza sta crollando
04 Satellite
05 Niente di meglio da fare
06 La prima volta
07 L’amore è freddo
08 Milano e l’impossibile
09 Una torta in cielo
10 Sonnambulo
11 A parte te
12 Soli non si è mai

A cura di Vittorio Bertone