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Disclosure – Caracal

caracalQuella dei Disclosure sembra una metamorfosi non da poco. Rallentati i beat e voltate parzialmente le spalle alla techno che aveva reso “Settle” un album sorprendente e ricco di spunti, i giovani fratelli Lawrence (Guy è del ’91, Howard del ’94) guardano con interesse ai recenti sviluppi della new soul e dell’electro-R’n’B.

Una fitta lista di ospiti più o meno celebri arricchisce Caracal di sfumature pop e melodie ariose, le basi hanno trame che attraversano zone di luce e ombra in un continuo andirivieni umorale. Super-prodotto con suoni che pompano, questo secondo atto ci dice molto riguardo le ambizioni dei Disclosure. Il principino dell’R’n’B The Weeknd è chiamato a inaugurare questa rassegna con Nocturnal, la sua voce svetta tra lucori che rimandano agli anni Ottanta. Le cose migliori dell’album si rintracciano nell’house sgambettante di Hourglass, nel cameo della sempre eccellente Lorde a cui i due fratelli Lawrence cuciono perfettamente addosso Magnets, nel singolone Omen in cui è riproposta la collaborazione con Sam Smith.

Il resto dell’opera vive di elaborazioni catchy (Superego, Willings & Able) e altre dall’afflato più languido (Masterpiece), ma i Disclosure non paiono voler osare più di tanto. Prende il sopravvento una vellutata aria pop, sicuramente elegante ed efficace ma che sacrifica la ricerca sonora. Godibile e fluido, ma era lecito attendersi qualcosa in più.

(2015, Island)

01 Nocturnal
02 Omen
03 Holding On
04 Hourglass
05 Willing & Able
06 Magnets
07 Jaded
08 Good Intentions
09 Superego
10 Echoes
11 Masterpiece

IN BREVE: 3,5/5

Marco Giarratana
Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.