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Dogleg – Melee

Il debutto dei Dogleg è una delle (nuove) cose migliori che potete ascoltare in quarantena, isolamento, chiamatelo come vi pare. Ma il debutto dei Dogleg sarebbe anche una delle (nuove) cose migliori che avreste potuto ascoltare in un normalissimo pomeriggio di un normalissimo Marzo senza pandemie in corso. Perché il debutto dei Dogleg fa l’effetto di alcuni indimenticabili fratellini e sorelline usciti negli anni (e più) passati, come “Post Nothing” dei Japandroids o “Worry” di Jeff Rosenstock. E fa quell’effetto perché è un disco in cui il bilanciamento tra la bellezza delle canzoni e l’ispirazione scaturita dal divertimento di chi suona è pienissimo, completo.

Melee comincia subito con l’acceleratore pigiato: Kawasaki Backflip è, già dal titolo, un opening destinato ad assurgersi a piccolo cult, nei suoi due minuti e passa ad altissimo contenuto adrenalinico. Ma il punto è che l’acceleratore, nei trentacinque totali di durata dell’album, non viene mai – dicesi mai – mollato un attimo. L’attitudine punk-hc del quartetto è pura adesione ideologica – ed è questo che fa dell’opera una fortezza inespugnabile. 

La cosa più vicina a una ballad è Wartortle che, in altro LP, per intenderci, sarebbe il pezzo assassino del lotto, con la sua coda ululata a squarciagola. Qualora ci fossero anche flessioni compositive – ed è sintomatico che ci siano, quando la posta è così volutamente unilaterale – il gruppo non dà letteralmente un attimo all’ascoltatore per accorgersene. L’unico, inattesissimo respiro, sono gli archi che chiudono Ender e insieme a lei questo fantastico esordio, come una carezza dopo una serie di calci rotanti. 

Giorni che il maestro Franco Battiato non esiterebbe a definire ancora più strani possono anche essere resi leggeri da BuenoFoxWrist. Se vivete un quartiere virtuoso, alle 18:00 di domani pomeriggio, mettete in play un pezzo a caso di “Melee” e vedete che effetto fa. Se non vivete un quartiere virtuoso, alle 18:00 di domani pomeriggio, mettete in play un pezzo a caso di “Melee”. E sparatelo in cuffia, cazzo.

(2020, Triple Crown)

01 Kawasaki Backflip
02 Bueno
03 Prom Hell
04 Fox
05 Headfirst
06 Hotlines
07 Wartortle
08 Wrist
09 Cannonball
10 Ender

IN BREVE: 4/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.