Eleanor Friedberger – Rebound

La malinconia tutta mediterranea che fa diventare bella in maniera irresistibile anche la tristezza, trova in Grecia un avamposto fondamentale ed è impossibile andare in quella terra meravigliosa e non rimanerne influenzati in qualche modo. Se questo è vero per tutti, lo è ancora di più per una personalità eclettica e straordinaria come quella di Eleanor Friedberger che, come un imbuto, raccoglie tutto ciò che la Grecia sa darle e trasforma quelle sensazioni in musica.

Il risultato di questa traduzione è il quarto album in studio della cantautrice di Oak Park, Illinois. Rebound, che rimanda proprio al nome di un locale greco, è forse il disco più sentito di Eleanor. Il tema della difficoltà relazionale, attraverso mezzi e modalità diversissimi, è inscindibilmente legato a una trama musicale nostalgica che rimanda al mondo degli anni ’80. I testi trattano della solitudine (quella che si prova a essere l’unica cliente in un bar distante galassie da noi), della difficoltà di stabilire relazioni, del dolore che nasce dal guardare al passato di relazioni non sbocciate (The Letter).

Verrebbe da pensare che le parole scritte da Eleanor costituiscano anche l’antidoto a questo dolore. Allo stesso tempo, però, contengono una tendenza all’introspezione che rende, appunto, meravigliosamente toccante questo isolamento. I guizzi fantasiosi a cui la cantante ci ha abituati sono ora dichiaratamente debitori alla musica dei Joy Division, degli Eurythmics (In Between Stars è, forse, la traccia che maggiormente risente dello stile del duo britannico).

Lo stile sfacciatamente pop dei brani è ottenuto dall’utilizzo dei pad, delle tastiere ovattate che rendono l’atmosfera sospesa e incantevole. Le melodie risentono della tradizione pop, probabilmente, un po’ troppo semplice e diretta che si oppone all’operato passato della Friedberger (e che risalta in maniera impietosa se si confronta la traccia di apertura con quella di chiusura, Rule Of Action, la cui composizione elaborata manifesta una grande capacità di scrittura).

Il disco scorre in maniera piacevole e invita a un secondo ascolto, nonostante la presenza di brani meno riusciti. I testi manifestano un lavoro emotivo prima che di scrittura notevole che fa risaltare la qualità delle canzoni.

(2018, Frenchkiss)

01 My Jesus Phase
02 The Letter
03 Everything
04 In Between Stars
05 Make Me A Song
06 Nice To Be Nowhere
07 It’s Hard
08 Are We Good?
09 Showy Early Spring
10 Rule Of Action

IN BREVE: 3,5/5