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Foals – What Went Down

whatwentdownAi britannici Foals va dato atto di non aver mai provato a nascondere velleità mainstream che gli appartengono fin dagli esordi e che, disco dopo disco, si sono fatte sempre più pressanti, fino a quel “Holy Fire” che nel 2013 gli è valsa la definitiva affermazione commerciale grazie a una manciata di singoli che levigavano del tutto certe asperità di inizio carriera.

What Went Down, così, doveva essere nelle intenzioni il definitivo sigillo di una band che ambisce legittimamente alle grandi platee, alle arene, al ruolo di headliner nei maggiori festival estivi. E ci riesce senza neanche faticare troppo, sommando nella propria proposta tutti gli elementi necessari al raggiungimento dello scopo: esplosioni chitarristiche che hanno un piglio decisamente rock (vedi l’iniziale title track o Snake Oil), tanto ritmo con la batteria sempre protagonista e divagazioni persino ballabili (Night Swimmers), un forte afflato Coldplay che sulla carta è il vero passe-partout per il successo (su tutte Albatross), la giusta dose di languori che qui ricordano da vicino gli ultimi Local Natives (Birch Tree, Give It All) e quel pizzico appena di malinconia che dà un tocco emozionale all’intero album (London Thunder).

La voce di Yannis Philippakis, decisamente più sicura di sé a ogni nuova uscita, è qui ricca di gradazioni di colore che assecondano il mood di ciascuna traccia senza mai farsi sopraffare dagli strumenti, fatta eccezione per le deflagrazioni dei quasi sette minuti della conclusiva A Knife In The Ocean. Il disco, suonato bene e prodotto anche meglio (c’è James Ford nella stanza dei bottoni), manca un po’ di quell’azzardo da “dentro o fuori” che avrebbe potuto rovinarlo o renderlo fenomenale, ma forse sarebbe stato pretendere troppo. In fondo i Foals sono una band che pare voler fare le cose nel modo giusto, un passo alla volta, consapevoli di un potenziale che non necessita di essere spiattellato tutto e subito.

(2015, Warner)

01 What Went Down
02 Mountain At My Gates
03 Birch Tree
04 Give It All
05 Albatross
06 Snake Oil
07 Night Swimmers
08 London Thunder
09 Lonely Hunter
10 A Knife In The Ocean

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.