Fun Years – Baby, It’s Cold Inside

Quanto è arcano il mondo suonato dai The Fun Years? Quanto si va lontano a bordo della macchina del tempo di questo duo di manipolatori del suono? Quanto è gelido l’inverno del loro nuovissimo disco Baby, It’s Cold Inside? Tutte domande retoriche, perchè il progetto di Benjamin Recht (chitarrista, ricercatore, matematico) e Isaac Sparks (tastierista, dj), binomio statunitense, non lascia spazio ad alcun dubbio. Cinque composizioni (My LowvilleAuto Show Day Of DeadFucking Milwaukee’s Been Hesher ForeverWe’re Again Buried UnderThe Surge Is Working) a metà strada tra l’ambient, il post-rock meno muscolare, l’elettronica minimalista e qualche studio fonologico contemporaneo, ecco cosa c’è nei solchi di questo lavoro arrivato alle stampe per la Barge Recordings negli ultimi aliti del 2008. Un lavoro “homemade”, registrato un po’ in casa Sparks e un po’ in quella di Recht. E questa dimensione “casalinga” pare riversarsi anche sulla natura dei pezzi. Non c’è, infatti, possibilità di scappare dalle campane di vetro dei The Fun Years (è paradossale il loro nickname), non è contemplata la fuga dal loro mondo parallelo, non ci sono porte e finestre. C’è una stanza dalle pareti spoglie e chiare, con un’unica fonte di luce ed una colonna sonora cerebrale e ipnotica. O, all’inverso, una distesa lunare infinita, silenziosa, dove gli unici suoni sono quelli dei respiri e dei rimbalzi sulla pietra. Recht alla chitarra baritonale e Sparks alle elettroniche portano sul tappeto sonoro disturbato da effetti lo-fi, la depressione del nuovo millennio. Un freddo difficile da scalfire. E “Baby, It’s Cold Inside” risulta un ascolto difficile, irrimediabilmente umorale, per quello che pare più una scatola di suoni paralizzati ed ossessionanti. Così, non un attimo di respiro, non una boccata d’aria buona sono concessi all’ascoltatore che, trovandosi a galleggiare in acque pesanti e scure, finisce per affogare in un mare di tristezza.

Nota: La collaborazione tra Ben Recht e Isaac Sparks, The Fun Years, nasce nel 2004 con la pubblicazione di “Now That’s What I Call Droning”.

(2008, Barge Recordings)

01 My Lowville
02 Auto Show Day Of Dead
03 Fucking Milwaukee’s Been Hesher Forever
04 We’re Again Buried Under
05 The Surge Is Working

A cura di Riccardo Marra