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Giant Rooks – Rookery

I Giant Rooks non sono solo il gruppo delle leggere Wild Stare e Watershed in alta rotazione. Alcuni brani di Rookery come The Birth Of Worlds, Silence e Misinterpretations ne mettono in luce una buona capacità di scrittura: forse per merito delle loro origini tedesche, mostrano di preferire un’elaborazione maggiore e l’uso di termini non comuni, metafore e giri di parole; una concezione di testo differente rispetto a molte band di madrelingua inglese. Il tema cardine è l’amore per la musica, dichiarato apertamente nella finale Into Your Arms, e come questo stia accompagnando la crescita dei “corvi” (rooks in inglese), portandoli lontano dal loro nido. Per quanto riguarda il sound, l’indie pop è solo il punto di partenza: oltre all’ambient e al synthpop, vi sono accenni rap e piccole sperimentazioni acerbe con elementi folk e jazz. A fronte di un debut discreto ed equilibrato che mostra un margine di crescita, la partita per dimostrare quanto valga davvero il quintetto di Hamm è solo all’inizio.

(2020, Irrsinn)

01 The Birth Of Worlds
02 Watershed
03 Heat Up
04 Very Soon You’ll See
05 Rainfalls
06 Misinterpretations
07 Silence
08 What I Know Is All Quicksand
09 Wild Stare
10 Head By Head
11 All We Are
12 Into Your Arms

IN BREVE: 3/5

Martina Vetrugno
Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, scrittura e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida, Indiementia e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.