Giorgio Canali & Rossofuoco – Perle per porci

perleperporciGiorgio Canali in oltre trent’anni di onorata carriera non s’è mai fatto pregare quando c’è stata una posizione da prendere o parole affilate come lame da sputare addosso a qualcuno che se l’era meritato. Non risulta affatto complicato, così, immaginarsi il ghigno che dev’essere apparso sulle sue labbra nel momento in cui gli è balenato in testa di intitolare Perle per porci questo suo nuovo lavoro.

Le perle sono tredici brani più o meno noti della musica italiana, qui reinterpretati da Canali e i suoi Rossofuoco; i porci, neanche a dirlo, dovrebbero essere tutti coloro che si prestano all’ascolto. Supponente, forse anche presuntuoso, sì, ma Giorgio Canali è questo, prendere o lasciare, chi ha avuto modo di scambiarci anche solo qualche chiacchiera riuscirà a interpretarne perfettamente il “tono”. A dirla tutta, poi, il concetto alla base di questa manciata di cover è anche piuttosto condivisibile: l’ex C.S.I. va a pescare per larga parte nel repertorio di artisti del sottobosco indipendente italiano, mischiando il tutto con pezzi da novanta da cui Canali, però, prende in prestito tutt’altro che i brani più noti. Un modus a metà strada tra lo sfoggio di cultura musicale e l’amorevolezza di quelle “musicassette di formazione” fornite dallo zio/cugino più grande di turno.

Dunque fra L’Upo (A.F.C.) e i Plasticost (Canzone Dada) fa capolino Vasco Brondi (Lacrimogeni), ci sono Faust’o (Buon anno) e i Mary In June (Un giorno come tanti) ma anche De Gregori (Storie di ieri), Finardi (F-104) e l’amica Angela Baraldi (Mi vuoi bene o no?). Ma l’effetto, a prescindere da questo o quel brano, è incredibilmente uniforme: l’estrazione degli artisti coverizzati finisce per passare del tutto in secondo piano, in “Perle per porci” ciascun pezzo diventa di Giorgio Canali come fosse stato scritto dalla sua penna, testimonianza estrema di come il piglio, il carattere e lo stile siano l’aspetto preponderante di un artista come lui.

Con noncuranza e indistruttibile indole punk, Canali bypassa lo scoglio dell’album d’inediti (l’ultimo resta “Rojo” del 2011) ma segna comunque un’altra tacca nello stipite della vecchia porta di legno della sua discografia. Un esempio e un punto di riferimento che moltissimi artisti della nuova generazione avrebbero necessità di riconoscere come tale.

(2016, Woodworm)

01 Pesci e sedie (Fish & Chair) (Corman & Tuscadu cover)
02 A.F.C. (Angelo Fausto Coppi) (L’Upo cover)
03 Tutto è così semplice (Macromeo cover)
04 Un giorno come tanti (Mary In June cover)
05 Canzone Dada (Plasticost cover)
06 Lacrimogeni (Le Luci Della Centrale Elettrica cover)
07 Mi vuoi bene o no? (Angela Baraldi cover)
08 Buon anno (Faust’o cover)
09 Storie di ieri (Francesco De Gregori cover)
10 Richiamo (Frigidaire Tango cover)
11 F–104 (Eugenio Finardi cover)
12 Gambe di Abebe (Luc Orient cover)
13 Luna Viola (Santo Niente cover)

IN BREVE: 3,5/5