Gomma – Toska

Se ne parla già da un po’ dei campani Gomma, nonostante abbiano pubblicato solo adesso l’esordio Toska su V4V Records. Quando l’hype è tanto, però, le opzioni di solito sono due e senza vie di mezzo: si tratta di un bluff oppure il vociare era giustificato. Ecco, nel loro caso siamo nella seconda delle possibilità.

Il punto di partenza dei Gomma è ambizioso, i quattro pescano nel post punk dei CCCP cogliendone una certa urgenza espressiva, così come c’è tanto dello spoken dei Massimo Volume, ma con entrambi i punti di riferimento il confronto risulta arduo sotto l’aspetto prettamente poetico. È una scrittura tardo adolescenziale quella dei Gomma, che non ha – e immaginiamo non volesse avere – la forza politica di Ferretti né lo spessore letterario di Clementi, ma neanche l’attenzione per i dettagli dei ricordi degli Offlaga Disco Pax o la rabbia de Il Teatro degli Orrori.

Quella di “Toska” è angoscia allo stato puro (il titolo ne è un po’ la traduzione in russo), tanto esistenziale (Le scarpe di Beethoven, il singolo Elefanti, Arrendersi) quanto privata (Aprile, Vicolo spino, Тоска, Alessandro), non banale ma neanche così criptica da non consentire una diffusa immedesimazione. L’inizio e la fine, invece, sono appannaggio di Alice, personaggio che sembra quasi compiere il breve percorso del disco, segnandone la continuità e quindi una certa forma concettuale.

Musicalmente c’è tanto post punk, lo si è detto, ma anche qualche chitarra math che contribuisce a creare spigoli funzionali alle lyrics. Il risultato è d’impatto, velocissimo (appena 21 minuti la durata del disco), fresco sebbene i riferimenti siano datati, il che giova a elevare i Gomma a ponte ideale fra il passato del rock indipendente tricolore e l’attuale modaiola hipsteria che ha scocciato e non poco. Un esordio riuscito e di prospettiva.

(2017, V4V)

01 Alice scopre
02 Aprile
03 Le scarpe di Beethoven
04 Elefanti
05 Vicolo spino
06 Arrendersi
07 Тоска
08 Alessandro
09 Alice capisce

IN BREVE: 3,5/5

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