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Hide Vincent – S/T

Per avere un’idea chiara di Hide Vincent e del suo omonimo album (prima del quale solo un demo autoprodotto) basterebbe ascoltare Delicate: cover di Damien Rice, è il biglietto da visita del modo stesso di Mario Perna di approcciarsi al songwriting, senza sovrastrutture di alcun tipo. Hide Vincent palesa chiari e tondi i suoi riferimenti stilistici (oltre a Rice ci sono anche puntate oltreoceano a Mark Kozelek) e ne assorbe l’essenza senza rimpastarla con modernariato vario ed eventuale. Ciò porta il disco a suonare in qualche modo “classico” e quindi familiare, avvolgente nei suoi arpeggi primaverili, più cupo quando il violoncello s’impossessa dei brani (vedi Black Poetry). Di certo non particolarmente originale, davanti al camino e col bourbon nel bicchiere potrebbe rendere al meglio.

(2017, I Make Records)

01 Father
02 Blood Houses
03 Things I Did Today
04 White Sun
05 Black Poetry
06 Crave
07 Only Knew That You Were Thirsty
08 Delicate
09 A Time Before The End
10 Yellow Lights And Blue Seas

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.