Home RECENSIONI High On Fire – Luminiferous

High On Fire – Luminiferous

luminiferousLe ultime due prove in studio degli High On Fire non erano state granché esaltanti, sembrava che Matt Pike e soci stessero lavorando continuamente al lato B di “Death Is This Communion”, disco-bomba del 2007 che portava a maturazione quanto seminato con i due lavori precedenti.

Nello iato di tre anni che separa Luminiferous da “De Vermis Mysteriis” ci sono state le vicissitudini personali di Pike, intrappolato tra abusi di alcol e droghe, ricoveri e riabilitazioni più o meno efficaci. Tutto ciò non ha minato la qualità di questo nuovo lavoro, il migliore da otto anni a questa parte.

Pike tira fuori riff su riff uno più indemoniato dell’altro e la sua voce marcia e luciferina è supportata dal rodato duo Jeff Matz al basso e Des Kensel alla batteria, gente capace di abbattere montagne senza ricorrere all’uso di esplosivo.

Quando c’è da bombardare gli High On Fire sono in prima linea e il pugno in faccia di The Black Pot ci informa che tirerà un’aria belligerante senza possibilità di trattativa per tutto il tragitto. Il tono è epico come nella grande tradizione heavy metal a cui la band guarda sin dagli albori, pur rappresentando un importante anello di congiunzione tra il thrash-death anni Novanta e le derive sludge degli ultimi 10 anni.

In “Luminiferous” c’è tutto il corredo genetico del gruppo: le scariche motorheadiane a rotta di collo (Slave The Hive), i mid-tempos pachidermici e assassini (The Dark Side Of The Compass), gli assalti all’arma bianca ai confini col crust (la title track), gli impenetrabili muri di fuoco e zolfo (Carcosa, con lo scrittore Richard W. Chambers dietro il titolo), le visioni raga-rock di The Cave.

Seppur non abbiano mai accantonato ferocia e cupezza in 17 anni di vita, con “Luminiferous” gli High On Fire risollevano le proprie quotazioni, nell’ultimo lustro tendenti al ribasso. Letteralmente colossali e mai disposti al compromesso, Pike e compagni rappresentano uno degli ultimi baluardi del metallo più brutale in circolazione.

(2015, Century Media)

01 The Black Pot
02 Carcosa
03 The Sunless Year
04 Slave The Hive
05 The Falconist
06 The Dark Side Of The Compass
07 The Cave
08 Luminiferous
09 The Lethal Chamber

IN BREVE: 4/5

Marco Giarratana
Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.