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Incubus – 8

Con una fantasia pari a quella del vestiario in un convento di frati cappuccini, gli Incubus hanno pubblicato 8, il loro (toh!) ottavo lavoro in studio che arriva a ben sei anni dal precedente “If Not Now, When?”. La formula di Brandon Boyd e soci, evolutasi negli anni dal nu metal a un pop rock melenso, pare una gabbia senza tempo impossibile da infrangere: l’apertura No Fun e qualche altro passaggio provano a metterci un po’ di chitarrone, ma sono sempre ballad come State Of The Art e Undefeated ad averla facilmente vinta. La produzione di Skrillex regala al disco un sound discretamente più moderno del solito (Loneliest è tutta beat sintetici), ma la sensazione generale è che il tempo per gli Incubus si sia davvero fermato a 5, 10 o 15 anni fa. Il che, in questo caso, non è affatto una cosa positiva.

(2017, Island)

01 No Fun
02 Nimble Bastard
03 State Of The Art
04 Glitterbomb
05 Undefeated
06 Loneliest
07 When I Became A Man
08 Familiar Faces
09 Love In A Time Of Surveillance
10 Make No Sound In The Digital Forest
11 Throw Out The Map

IN BREVE: 2/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.