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Kazu – Adult Baby

I Blonde Redhead non sono di certo mai stati dei campioni in quanto a prolificità, si sono sempre fatti attendere parecchio anche quando, nel corso degli interi anni Dieci, le loro quotazioni erano tra le migliori in circolazione. Non che adesso siano da buttare via, sia chiaro, ma diciamo che l’ultimo “Barragán” (2014), dato alle stampe ormai ben cinque anni fa, non splendeva come i passaggi migliori della loro discografia (su tutti, “Misery Is A Butterfly” del 2004).

Lecito dunque che una come Kazu Makino, la più irrequieta del trio formato insieme ai gemelli Amedeo e Simone Pace, potesse sentire la necessità di tirarsi un attimo fuori dalle dinamiche di gruppo per navigare a vista e in solitario. Reinventatasi artisticamente col solo nome di battesimo, così, la Makino alla soglia dei cinquant’anni esce con questo Adult Baby, che è un debutto sotto più di un punto di vista che non la pura e semplice firma apposta in calce.

Il filo che lega i nove passaggi della tracklist è sottilissimo, flebile com’è sempre stato nelle corde di Kazu, a volte persino invisibile a occhio nudo. Ma c’è e basterebbero già i primi due minuti dell’iniziale Salty per far trovare il bandolo della matassa e la strada da seguire fino alla conclusione del disco.

Rispetto alle esperienze maturate con i Blonde Redhead, le venature dreamy di Kazu vengono qui filtrate da un setaccio elettronico che gli regala nuova vita nell’accostamento tra pulsazioni sintetiche (vedi Unsure In Waves) e orchestrazioni più classiche (vedi Come Behind Me, So Good!). Ma è l’intero lavoro a giocare su contrapposizioni del genere: primavera e autunno, caldo e freddo, minimalismo e pienezza, ma col timone costantemente tenuto saldo da una Makino vocalmente in stato di grazia.

Forse – ed è un po’ questo il limite di “Adult Baby” – non sempre le visioni di Kazu arrivano all’ascoltatore come immaginiamo lei le abbia pensate e di conseguenza incise su disco, ma è un’osservazione che potrebbe essere fatta per tanti di coloro che prestano particolarmente attenzione a quelle forme arzigogolate che ricadono sotto la dicitura “avant”. Ma la voce di Kazu, il suo stesso modo di approcciarsi alla composizione dei pezzi, sono talmente peculiari da consentire di passarci ampiamente sopra.

(2019, Adult Baby)

01 Salty
02 Come Behind Me, So Good!
03 Meo
04 Adult Baby
05 Place Of Birth
06 Name And Age
07 Unsure In Waves
08 Undo
09 Coyote

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.