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Kylesa – Exhausting Fire

exhaustingfireDurante lo scorso decennio i Kylesa hanno guadagnato una grande rispettabilità nel giro sludge-core unendo le escoriazioni di Botch e Unsane al fango di Melvins e primi Mastodon. Una formula vincente che gli ha permesso di scrivere album eccellenti come “To Walk A Middle Course” e “Static Tension”.

La ricerca di nuove vie espressive ha spinto il gruppo a invaghirsi dello psych-rock e nel 2013 è saltato fuori “Ultraviolet”, insipiente prova ricca di soluzioni melodiche poco convincenti. Con Exhausting Fire la band di Savannah cerca adesso di bilanciare le recenti esigenze di rinnovamento tenendo conto del proprio passato.

Il tentativo è riuscito a metà. I Kylesa sfornano brani ottimi quando rimangono fedeli a se stessi come nel flusso incendiario di Inward Debate o della sabbathiana Shaping The Southern Sky o quando assestano pugni allo stomaco come in Lost And Confused.

Non sortisce invece nessun effetto il maldestro shoegaze di Moving Day, prodromo di una seconda parte di tracklist che regala solo sbadigli e che raggiunge l’acme di imbarazzo con la cover di Paranoid dei Black Sabbath, rallentata nel tentativo di elevarne il lato psicotropo: fallimento assoluto.

Sebbene Laura Pleasants e Phillip Cope si alternino e intreccino al microfono, si avverte la mancanza di un cantante “di ruolo” che imprima personalità alle linee vocali. Il livello medio di scrittura è poco più che sufficiente e sembra che i Kylesa abbiano ormai giocato tutti gli assi a loro disposizione.

(2015, Season Of Mist)

01 Crusher
02 Inward Debate
03 Moving Day
04 Lost And Confused
05 Shaping The Southern Sky
06 Falling
07 Night Drive
08 Blood Moon
09 Growing Roots
10 Out Of My Mind
11 Paranoid

IN BREVE: 2,5/5

Marco Giarratana
Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.