Marissa Nadler – For My Crimes

Alla fine, casa nostra è sempre il posto dove tendiamo a ritornare. Per quanto cerchiamo di allontanarci da quel mondo che ha rappresentato il nostro nido, il nostro incubatore di personalità, l’attrazione è sempre forte e, a volte, tornare vuol dire riscoprire il proprio lato migliore

A casa ha deciso di tornare anche Marissa Nadler che, dopo una serie di tentativi sperimentali, forse un po’ troppo coraggiosi (come il recente “Strangers” del 2016), ha deciso di tornare allo stile che l’aveva fatta tanto spiccare tra le voci del cantautorato americano. Il nono album della Nadler, dal titolo For My Crimes, rappresenta il ritorno alla chitarra pizzicata, alla voce che ci porta a compiere un viaggio introspettivo nel nostro dolore, nella colpa di essere umani. Un’atmosfera oscura che ben si opponeva alla voce angelica e placida di Marissa era la cifra stilistica di una musica che faceva vibrare le corde giuste e che ritorna in una bella versione in “For My Crimes”.

La musica risulta impreziosita dalle esperienze passate della cantautrice che, infatti, riesce a evolversi pur restando ancorata al suo stile. Innovarsi senza sconvolgere, perpetrare senza annoiare. La musica dell’album è tutta al femminile, non solo per il dream folk cantato dalla Nadler ma anche per i personaggi che si alternano sul palco allestito dalla cantante americana: donne che non hanno paura di sognare, abbattute dalla vita, ferite da chi amavano.

Seguendo il solco inaugurato da St. Vincent e Anna Calvi, la Nadler vuole raccontare tutto ciò che si nasconde dietro l’esser donna, dalle paure alle speranze, senza sembrare retorica o parteggiare. Una sorta di “musica-verità” che aspira a raccontare la vita per quella che è dal punto di vista femminile. Il tema delle relazioni tra uomo e donna occupa un posto importante nella narrativa dell’album, come testimoniano pezzi quali You’re Only Harmless When You Sleep. Dal punto di vista musicale, poi, l’album regala delle inaspettate sorprese e innovazioni che esaltano il folk della cantante come nella ruvida Blue Vapor o nella radiofonica armonia di Said Goodbye To That Car.

“For My Crimes” è un album che si apre al nuovo, senza far sfociare la Nadler nel divismo ma mantenendo salda la sua spina dorsale composta da un folk intimo e da una voce capace di entrarti dentro con dolcezza e potenza allo stesso tempo.

(2018, Sacred Bones / Bella Union)

01 For My Crimes
02 I Can’t Listen To Gene Clark Anymore
03 Are You Really Gonna Move To The South?
04 Lover Release Me
05 Blue Vapor
06 Interlocking
07 All Out Of Catastrophes
08 Dream Dream Big In The Sky
09 You’re Only Harmless When You Sleep
10 Flame Thrower
11 Said Goodbye To That Car

IN BREVE: 4/5