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Matt Berninger – Serpentine Prison

Non solo The National, partecipazioni e tanti progetti in corso, l’instancabile Matt Berninger ora balla anche da solo, mostrando una grande versatilità e intraprendendo una strada diversa dal solito nel suo primo lavoro Serpentine Prison. Il cantautore aveva in cantiere da tempo l’idea di realizzare un disco di cover nello stile di “Stardust” (1978) di Willie Nelson, avvalendosi proprio dell’ausilio di Booker T. Jones alla produzione: quest’ultimo dopo aver ascoltato alcune tracce ha spinto Matt a trasformarlo in un album di inediti.

Folk e pop barocco incorniciano perfettamente il fulcro principale, ovvero i testi, incentrati sui sentimenti e sui rapporti umani, la cui profondità è resa ancor più netta dall’importante timbro baritonale di Berninger. Tutto questo riconferma il peso dell’artista nella realizzazione dei brani colti cui i The National ci hanno abituati. Il trittico in apertura vede susseguirsi il paragone tra uno sguardo trasparente e le magliette corredate da scritte della sentimentale My Eyes Are T-Shirts, la geometria della distanza emotiva di Distant Axis, traccia scritta insieme a Walter Martin (The Walkmen), e il testo struggente di One More Second, alla cui stesura ha contribuito Matt Sheehy (Lost Lander, EL VY), e che rappresenta una sorta di risposta a “I Will Always Love You” di Dolly Parton.

Cambia totalmente passo Loved So Little, la quale incorpora elementi blues e country, poiché dominata dal suono disteel guitar, violino e armonica. Silver Springs vede la partecipazione di Gail Ann Dorsey e si regge quasi esclusivamente sulla voce dei due interpreti; cede il passo alla altrettanto minimale e leggera Oh Dearie, dominata dall’accoppiata piano-chitarra folk e solo pochi tocchi dei piatti della batteria. Il piano di Hayden Desser è protagonista della nostalgica Take Me Out Of Town, mentre nella successiva Collar Of Your Shirt il principale interlocutore di Matt è il violino di Andrew Bird.

L’ascoltatore viene trasportato in una dimensione immaginaria priva di gravità dai toni orchestrali di All For Nothing, a cui seguono quelli sommessi della più complessa title track Serpentine Prison, primo brano a essere stato composto dal cantautore insieme a Sean O’Brien e Harrison Whitford e che rappresenta musicalmente un epilogo a tutti gli effetti, come al termine di un film o di una rappresentazione teatrale.

Il debutto del frontman dei The National è un diario, in cui ogni pagina è scaturita da un flusso di coscienza: è molto complicato parlare d’amore e dell’animo umano in modo semplice senza sfociare neanche una volta nel banale, ma Matt ci è riuscito in pieno e con un’eleganza che richiama quella di Nick Cave e Leonard Cohen, e a tratti dei primi Morrissey e Lou Reed solisti.

(2020, Concord)

01 My Eyes Are T-Shirts
02 Distant Axis
03 One More Second
04 Loved So Little
05 Silver Springs (feat. Gail Ann Dorsey)
06 Oh Dearie
07 Take Me Out Of Town
08 Collar Of Your Shirt
09 All For Nothing
10 Serpentine Prison

IN BREVE: 4/5

Martina Vetrugno
Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, scrittura e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida, Indiementia e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.